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agende rosse

Di Matteo deve morire e con lui tutti i P.M. della trattativa

E’ tutto pronto e lo faremo in maniera eclatante

Sono le parole del boss corleonese Salvatore Riina contro il pool di magistrati del processo sulla trattativa Stato-Mafia ed in particolare contro il dott. Nino Di Matteo.

Sembrano le parole che sanciscono  una condanna a morte che hanno, di fatto,  impedito al magistrato Di Matteo di presiedere all’interrogatorio del collaboratore di giustizia Giovanni Brusca a Milano.

Vince la mafia

Lo stato promette il bomb jammer, un dispositivo capace di neutralizzare le frequenze dei comandi a distanza impedendo così la detonazione, ma ancora non è nella dotazione della scorta perchè in attesa di verifiche di sicurezza.

La proposta del carrarmato lince non è stata accettata dal magistato perchè impraticabile dal punto di vista logistico e pratico ma, d’altronde, sarebbe realmente efficace nel garantire la sicurezza anche della scorta?

Il ministro dell’interno Alfano afferma che attualmente “non si può escludere il ritorno alla strategia stragista”.

La mafia purtroppo ammazza in tutte le stagioni e sopattutto ammazza chi ha una condanna a morte promessa e chi osa anteporre i valori della verità, legalità e giustizia a quelli dei grigi equillibri dell’illegalità.

Anche lo stato mette sotto processo il p.m. Di Matteo sul quale pende un provvedimento disciplinare avviato dal CSM a causa di una intervista rilasciata al quotidiano Repubblica a proposito delle intercettazioni tra Nicola Mancino (ex ministro dell’interno), ed il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Al di là di un genereico sostegno ai magistrati minacciati dalla criminalità organizzata viene a mancare, salvo poche eccezioni, l’appoggio forte dello stato al dott. Di Matteo.

E’ di oggi la notizia che sembra quasi irreale: una delegazione composta da sette membri del Consiglio Superiore della Magistratura, si è recata a Palermo per manifestare solidarietà ai magistrati minacciati dalla mafia ma, alle iniziative organizzate  non sono stati invitati i pubblici ministeri minacciati da  Salvatore Riina dal carcere.

Ci associamo all’appello di Libertà e Giustizia affinchè il CSM incontri e dia sostegno esplicito ai magistrati coinvolti nel processo sulla trattativa per porre rimedio ad un grave errore istituzionale: qui l’appello http://www.libertaegiustizia.it/2013/12/21/ora-dal-csm-un-sostegno-esplicito-ai-pm-della-trattativa/

“Si muore generalmente quando si è lasciati soli”

Sono le parole forti di Giovanni Falcone che ci obbligano a sostenere i magistrati minacciati e condannati dalle mafie ed in particolare a quelli che portano avanti il processo sulla trattativa della stagione stragista.

Palermo chiama per non lasciare soli i magistrati ed ogni città italiana risponde.

Pubblichiamo alcune immagini del sit-in che si è svolto oggi a Cagliari, organizzato nell’evento facebook Palermo chiama – Cagliari risponde, stupisce, ma non sorprende, la scarsa partecipazione oltre alle parole belle ma insufficienti che si leggono abitualmente nei social network.

Sicuramente la crisi economica porta altre preoccupazioni ma è necessario mantenere alta l’attenzione perchè la confusione, la distrazione, l’indifferenza e gli affari sono vitamine per le mafie.

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