#EstuproNuncaMais

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Oggi ci ha scritto Sonia, chiedendoci di divulgare una storia terribile e che fatichiamo a raccontare.

Questa vicenda al limite dell’umano sì è svolta a Rio de Janiero, in una favela.

Un ragazza di 16 anni, sabato 21 maggio, è stata stuprata da 33 uomini.

Questi uomini, che si fatica a definire tali, decidono di far girare il video dello stupro su twitter. Il tweet ottiene più di 550 cuoricini e parecchi commenti di utenti che ridicolizzano la vittima. Qualcuno arriva anche a scrivere che ha ottenuto ciò che voleva.

Una tra le varie immagini condivise mostra un uomo con la lingua fuori in posa sul bacino della ragazza sanguinante.

La ragazza è stata trovata tre giorni dopo, subito dopo la diffusione virale del video. Ora ai trova al sicuro con la famiglia, che chiede l’anonimato per preservare la salute fisica e mentale della figlia.

La ragazza infatti avrà bisogno di un lunga convalescenza a causa dell’elevata perdita di sangue e della rottura della vescica.

In Brasile si verifica uno stupro ogni 11 minuti, secondo l’Osservatorio  brasiliano di Pubblica Sicurezza.

A volte sarebbe più semplice chiudere gli occhi e non permettere a vicende come questa di aprire voragini dentro di noi. Ma noi non siamo in grado di fare finta di nulla, di preservarci dalla condivisione del dolore.

Vi invitiamo quindi a seguire su twitter l’hashtag

#EstuproNuncaMais

e a inondare la rete di messaggi di solidarietà nei confronti di questa ragazza.

 

Facciamoci sentire, facciamo rete.

Questa ragazza ha bisogno di tutti noi.

 

Fonti:

http://brasil.elpais.com/brasil/2016/05/26/politica/1464275134_153470.html?id_externo_rsoc=FB_CM

http://www.theguardian.com/world/2016/may/27/gang-rape-brazil-twitter-shock

 

Non importa se ti chiami Lapo o Pinco Pallino

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Normalmente, come sapete, non ci occupiamo di gossip.

Ma è da giorni che gira in rete “il bacio” “dato” da Lapo a Uma Thurman ed è da giorni che cerchiamo di capire cosa è successo in realtà, visto che l’attrice ha affidato al suo ufficio stampa tutto il suo disappunto per questo episodio.

In rete abbiamo letto parecchi commenti di chi sosteneva che il bacio non poteva essere una violazione, come definito dall’attrice, in quanto nelle varie foto scattate Uma appariva sorridente .

Si è generato questo equivoco perché nessun quotidiano on line, che ha pubblicato prontamente la sequenza di  foto, ha voluto approfondire quanto accaduto. Probabilmente lasciare tutto nell’equivoco ha incentivato più click, e ormai non ci stupiamo più di nulla.

Siamo ben consapevoli di come funzionano le logiche dell’informazione.

Invece in Movie Player è spiegato tutto molto bene:

In questa occasione, Uma Thurman aveva messo all’asta un bacio, e ad aggiudicarselo è statoLapo Elkann, che ha offerto 196mila dollari. Quando Uma si è avvicinata a Lapo per dargli il bacio che gli spettava, probabilmente non si aspettava che invece di un semplice bacio sulle labbra, l’imprenditore avrebbe preteso qualcosa di più. Davanti ai fotografi, l’attrice è apparsa sorridente, anche se un po’ frastornata da tanto ardore, ma qualche ora dopo, tramite il suo ufficio stampa ha fatto sapere che il bacio non era affatto consensuale e ha parlato di un episodio di “opportunismo becero”.

“Lui deve aver pensato che era un atteggiamento opportuno, ma chiaramente non lo era. Anche se nelle foto lei sembra sorridente, non era affatto contenta di quello che era appena accaduto e si è sentita violata”

Le scene dove si vede Uma che si avvicina a Lapo sorridente sono con molta probabilità antecedenti al bacio.

Dall’accaparrarsi un bacio per beneficenza allo schiaffare la lingua in bocca con tutta quella veemenza ce ne passa.

Non importa se ti chiami Lapo o Pinco Pallino.

Quindi Uma Thurman tutta la vita.

 

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Un Sì per dire #notriv #17aprile

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“Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, ‘Norme in materia ambientale’, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilita’ 2016)”, limitatamente alle seguenti parole: ‘per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale’?”

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In sintesi viene chiesto agli elettori se vietare il rinnovo delle concessioni estrattive di gas e petrolio per i giacimenti entro le 12 miglia dalla costa italiana.

Il gruppo di intervento giuridico (GRIG) riporta che nei nostri mari sono presenti 66 concessioni estrattive, la maggior parte localizzate oltre le 122 miglia dalla costa e che il referendum interesserà quindi solo 21 concessioni.

Nel caso venisse superato il quorum e dovesse vincere il SI fra 5-10 anni dovranno chiudere gli impianti più vecchi mentre i più recenti potrebbero operare per altri 20 anni se il giacimento dovesse essere ancora produttivo.

Ad oggi le concessioni estrattive hanno una durata di trent’anni, prorogabile una prima volta per altri dieci, una seconda volta per cinque e una terza volta per altri cinque: al termine della concessione, le aziende possono chiedere di prorogare la concessione fino all’esaurimento del giacimento.

Col referendum quindi si vuole incidere sulla proroga relativa alla durata di vita utile del giacimento di concessioni già esistenti.
Con le modifiche della Legge 28 dicembre 2015, n. 208 comma 239, articolo 1, (Legge di stabilità 2016) il ministero dello sviluppo economico ha rigettato le richieste di nuove concessioni entro le 12 miglia dalla costa ma si concede agli esistenti lo sfruttamento delle precedenti concessioni fino ad esaurimento dei giacimenti

«Il divieto è altresì stabilito nelle zone di mare poste entro dodici miglia dalle linee di costa lungo l’intero perimetro costiero nazionale e dal perimetro esterno delle suddette aree marine e costiere protette. I titoli abilitativi già rilasciati sono fatti salvi per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale. Sono sempre assicurate le attività di manutenzione finalizzate all’adeguamento tecnologico necessario alla sicurezza degli impianti e alla tutela dell’ambiente, nonché le operazioni finali di ripristino ambientale»

Purtroppo non si incide minimamente sulle attività petrolifere sulla terraferma ed di quelle situate oltre le 12 miglia dalla costa (22,2 km), tanto meno sono presi in considerazione i permessi per le attività di sfruttamento delle risorse geo-termiche come denunciano nel loro appello i Medici per l’Ambiente (ISDE).

I vantaggi che deriveranno dalla vittoria del sì sono certamente modesti visto che si riesce ad intervenire solo contro lo sfruttamento illimitato, “fino al fondo del barile”, di vecchie concessioni ma è pur sempre un segnale: l’attenzione della popolazione vigila sulle politiche energetiche e su quelle ambientali e quando può si esprime a tutela dei beni comuni.

Come per tutti i referendum è fondamentale il raggiungimento del quorum.

Il Governo ed il Presidente del Repubblica hanno deciso di non accorpare il Referendum alle Amministrative incidendo da una parte sulla spesa collettiva e dall’altro sottraendo tempo utile per una adeguata informazione alla popolazione.

Anche i media svolgono un ruolo rilevante nella informazione visto che la maggior parte degli italiani si informa nei telegiornali (76,5% dati Censis 2015) ma questo referendum non trova spazio se in non rare circostanze.

La RAI svolge il ruolo di una tv pubblica e visto che la popolazione paga il canone ha il diritto di essere informata in modo adeguato ed imparziale soprattutto in vista di un referendum che rimane uno dei pochi strumenti di democrazia diretta di cui disponiamo.

Davanti ad una sottile sensazione di non voler far raggiungere il quorum a questo referendum insieme a Sabrina Ancarola abbiamo deciso di organizzare un blogging day per oggi 17 Marzo.Invitiamo tutti a parlarne e ci auguriamo che anche i media ci ascoltino.

Un invito di lettura per capirne di più:

Un sì per cambiare verso al paese (da Il manifesto)

dal sito Cittadini Reattivi:

 Speciale Referendum Trivelle. Perché è fondamentale il voto del 17 aprile.

Trivellazioni a mare: la mappa interattiva

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