#Fertilitydayunpaiodiovaie

Il ministero della salute è così preoccupato della nostra fertilità che butta soldi, che potrebbero essere destinati ad altro in una campagna senza senso, razzista (vedi volantino lanciato ieri) e scollata dalla realtà.

Il ministero della salute lo sa che i contratti eternamente precari non permettono a una donna di scegliere con serenità di vivere la maternità?

Sa che se sono a scadenza contratto e se rimango incinta il contratto non mi verrà mai rinnovato? Fertility Day un paio di ovaie.

Il ministero della salute sa a che punto sono gli asili nido tanto promessi? Il ministero della salute sa che molte donne non possono accollarsi la spesa di un asilo privato? E a chi puoi lasciare i figli se non hai genitori disponibili per volontà, età anagrafica, o perché ancora immersi nel mondo del lavoro?

Ma di cosa parliamo caro ministro? Del nulla.

Siete agli antipodi  della realtà.

Informatevi prima di fare campagne imbecilli sulla nostra pelle e con i nostri soldi.

Parlate con noi, con le donne prima di tutto.

E non fateci più chiedere a un colloquio il nostro stato di maternità.

Non possiamo essere scelte in base se abbiamo o non abbiamo figli, se li vogliamo o non li vogliamo.

Fertility day un paio di ovaie.

#Nobullismo Voce ai giovani

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Anche quest’anno aderiamo al contest promosso da Aied e che quest’anno mette al centro il problema del bullismo. #Facciamorete

 

#NOBULLISMO – VOCE AI GIOVANI: UNA GARA DI IDEE

La frequenza con cui i giovani si trovano a doversi confrontare con bullismo e cyberbullismo è sempre più alta. Si tratta di due fenomeni silenziosi e altrettanto pericolosi che possono incidere pesantemente sul benessere e sullo sviluppo di chi ne è vittima e che, nella maggior parte dei casi, sta già vivendo un momento delicato come quello dell’adolescenze e della pre-adolescenza.

Secondo il Telefono Azzurro il 10% delle vittime tenta il suicidio, il 30% arriva ad atti di autolesionismo. Dati a cui dovremmo prestare attenzione e da cui dovremmo comprendere la gravità del fenomeno che, troppo spesso, si nasconde tra le trame dello scherzo e dei giochi tra ragazzi. Solo 1 su 5 informa un adulto su ciò che è accaduto per paura di ulteriori rivendicazioni da parte del bullo/a o dei bulli/e.

Noi crediamo che in un contesto sociale così turbolento come quello odierno i ragazzi abbiano bisogno di supporto e vicinanza. Crediamo che sia necessario lavorare affinchè la violenza quotidiana che recepiscono ogni giorno dai media non diventi la loro normalità. Crediamo che sia importante educare alla libertà e al rispetto reciproco per garantire qualità e valore alla loro vita e alla società di domani, di cui saranno attori e protagonisti.

Da qui nasce “NObullismo – Voce ai giovani: una gara di idee” un’occasione che permetterà a giovani ed esperti provenienti da vari settori di confrontarsi apertamente con l’obiettivo di analizzare la tematica in profondità e fornire un contributo concreto per promuovere la creazione e la diffusione di una società basata su confronto, libertà e sicurezza, lontana da violenza, sopraffazione ed esclusione.

Prendere parte al cambiamento è semplice: basta iscriversi e candidare la propria idea.

COME FUNZIONA

La gara nazionale di idee #NObullismo si rivolge ai giovani di età compresa tra i 15 e i 30 anni, organizzati in squadre da 1 a 4 persone.

Al momento dell’iscrizione ogni squadra dovrà avere un capogruppo che, oltre a guidare il team, si farà portavoce dell’idea durante la fase finale del contest che si terrà a Roma il 26 novembre 2016. In quella sede, i 3 team finalisti avranno modo di presentare e discutere la loro idea con la Giuria che, a seguire, decreterà la squadra vincitrice.

Le idee dovranno essere realizzabili e avere un impatto sulla realtà coinvolgendo direttamente i ragazzi. Dovranno promuovere una cultura basata sul rispetto reciproco e avere un effetto su bullismo e cyberbullismo.

Le iscrizioni al contest saranno aperte il 5 settembre.

Nessuna donna è una bambola gonfiabile

Ci auguriamo che la presidente Laura Boldrini sporga denuncia.

Da parte nostra non c’ è più nessuna accettazione di episodi di questo tipo.

Ci chiediamo se Salvini accetterebbe che una donna a lui vicino venisse irrisa così.

Anche da queste cose nasce la violenza. Anche dalle donne e dagli uomini attorno che ridono a crepapelle; come se sminuire una donna per loro fosse normalità.

Noi non lo accettiamo. Fanculo.