Centosedici  #25novembre 

Ogni anno ci si trova qui a celebrare questa giornata contro la violenza sulle donne.

Ad oggi, dopo dieci mesi, sono 116 le donne uccise per mano di un uomo.

116 donne ritenute proprietà dal compagno, marito o fidanzato.

Donne, la cui vita è stata ritenuta meno di zero.

116 donne uccise, di cui diverse davanti ai figli, alcune addirittura uccise insieme ai figli.

116 donne, la cui vita nei giorni successivi viene scandagliata nei particolari e spesso le si trova colpevolizzate. 

E qui in Italia cosa si fa? Nulla.

Non abbiamo un ministero ad hoc delle pari opportunità, e i politici sono impegnati da mesi nel tour per il referendum; cosa sacrosanta certo ma di sicuro le cronache di questi ultimi mesi avrebbero richiesto maggiore attenzione da chi si dovrebbe occupare di queste tematiche.

Noi donne serviamo oggi per vetrina o domani per dire “quanto siamo stati bravi a mettere donne al governo” (a metterci, perché per i nostri politici noi non arrivismo da sole nei posti chiave).

Mancano interventi concreti, che spazino dalla possibilità di raggiungere un’autonomia lavorativa che permetta a una donna di staccarsi da situazioni di violenza alla tutela totale della donna nel momento della denuncia.

Manca un progetto educativo, che permetta ai nostri ragazzi di crescere con la visione corretta delle cose, di crescere con la consapevolezza che amare non è possedere, di crescere con la capacità di chiudere una storia.

In mezzo a queste mancanze oggi più che mai vogliamo ringraziare i centri antiviolenza che ogni giorno fanno i salti mortali per aiutare le  donne vittime di violenza.

Centri antiviolenza a cui andrebbero destinate più risorse, che andrebbero supportati in toto.

E ci auguriamo che al di là di ogni spot politico di oggi, si inizi a fare qualcosa di concreto.

Ne riparleremo, non tra un anno perché non basta.

Ne riparleremo spesso, perché la violenza non finisce domani e noi donne, come sempre, saremo in prima linea. Non solo oggi, perché non basta.

E domani a Roma #nonunadimeno. Tutte le info qui : https://nonunadimeno.wordpress.com/portfolio/27nov/

Non una di meno – verso il 26 e 27 novembre

Il corteo partirà da piazza della Repubblica alle 14, attraverserà le vie del centro di Roma toccando alcuni luoghi simbolici, e terminerà in Piazza San Giovanni. Non saranno accettati all’interno del corteo bandiere, slogan, striscioni istituzionali di organizzazioni di partito e sindacali. L’obiettivo sarà al contrario di articolare, diffondere e comunicare, nel modo più efficace possibile, i contenuti e le parole d’ordine emersi nella costruzione condivisa a livello nazionale e territoriale della mobilitazione. A questo scopo, il blog https://nonunadimeno.wordpress.com/ si mette a disposizione come spazio di confronto e di condivisione di materiali comunicativi e contributi di approfondimento in vista del 26 novembre.

Non una di meno

Verso la manifestazione nazionale del 26 novembre contro la violenza maschile sulle donne.
Per la costruzione dell’assemblea nazionale con tavoli tematici del 27 novembre.

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Un terzo delle donne italiane, straniere e migranti, subisce violenza fisica, psicologica, sessuale, spesso fra le mura domestiche e davanti ai suoi figli. Dall’inizio dell’anno decine e decine di donne sono state uccise in Italia per mano maschile. La violenza maschile sulle donne non è un fatto privato né un’emergenza ma un fenomeno strutturale e trasversale della nostra società, un dato politico di prima grandezza che affonda le sue radici nella disparità di potere fra i sessi. Le politiche di austerity e riforme come quelle del lavoro e della scuola, in continuità con quanto accaduto negli ultimi dieci anni, non fanno altro che minare i percorsi di autonomia delle donne e approfondire le discriminazioni sociali, culturali e sessuali.

La violenza attraversa ogni aspetto dell’esistenza, controlla e…

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#Fertilitydayunpaiodiovaie

Il ministero della salute è così preoccupato della nostra fertilità che butta soldi, che potrebbero essere destinati ad altro in una campagna senza senso, razzista (vedi volantino lanciato ieri) e scollata dalla realtà.

Il ministero della salute lo sa che i contratti eternamente precari non permettono a una donna di scegliere con serenità di vivere la maternità?

Sa che se sono a scadenza contratto e se rimango incinta il contratto non mi verrà mai rinnovato? Fertility Day un paio di ovaie.

Il ministero della salute sa a che punto sono gli asili nido tanto promessi? Il ministero della salute sa che molte donne non possono accollarsi la spesa di un asilo privato? E a chi puoi lasciare i figli se non hai genitori disponibili per volontà, età anagrafica, o perché ancora immersi nel mondo del lavoro?

Ma di cosa parliamo caro ministro? Del nulla.

Siete agli antipodi  della realtà.

Informatevi prima di fare campagne imbecilli sulla nostra pelle e con i nostri soldi.

Parlate con noi, con le donne prima di tutto.

E non fateci più chiedere a un colloquio il nostro stato di maternità.

Non possiamo essere scelte in base se abbiamo o non abbiamo figli, se li vogliamo o non li vogliamo.

Fertility day un paio di ovaie.