Archivio dell'autore: DonneViola

Per un click in più 

  
Scusate se insistiamo sull’uso del linguaggio ma che modo è questo di dare una notizia?

“Ecco cosa la obbligava a fare” posto in un titolo di una notizia di stupro che senso ha?

Ha la funzione di sollecitare gli istinti più morbosi e ottenere quindi maggiori click?

Che interesse può avere per un utente lo scandisk di tutti i particolari di una violenza?

In che modo si tutela la vittima con un lancio del genere?

Per un click in più vale la pena vendere l’anima? 

Ecco ci piacerebbe avere delle risposte da Fan Page.

Soprattutto ci piacerebbe che la redazione di Fan Page parlasse con la redazione di Milano che in quanto a lancio di notizie ultimamente lascia proprio a desiderare.
  


Stuprare è un crimine

Tomboy Pizzetta's Art Work

Tomboy Pizzetta’s Art Work

Bere non è un crimine.
Andare in giro di notte non è un crimine.
Flirtare non è un crimine.
La minigonna non è un crimine.

STUPRARE è UN CRIMINE.


Per il Senato la tortura non è un reato

tortura

Mentre la mamma di Federico Aldrovandi ci fornisce una lezione di dignità ineguagliabile, in Senato sabotano la legge sul reato di tortura.

Ieri è stato deciso che la tortura sussiste soltanto nel caso di violenze reiterate. È stato altresì deciso che quando si produce una sofferenza psichica questa debba essere ‘verificabile’.

E se fossimo nei panni del governo sinceramente ci vergogneremmo non poco di leggere questo comunicato redatto da Amnesty International :

In merito ai recenti sviluppi del dibattito nella Commissione giustizia del Senato sul reato di tortura, il presidente di Amnesty International Italia Antonio Marchesi ha rilasciato questa dichiarazione:

“Si è materializzato lo scenario peggiore. Si è scelto di modificare il testo approvato alla Camera, rendendo necessario un altro passaggio parlamentare e dunque difficile l’approvazione di una legge prima della fine della legislatura.

E ciò è avvenuto allo scopo non di migliorare ma di peggiorare notevolmente il testo in discussione che, così com’è, è incompatibile con la Convenzione contro la tortura delle Nazioni Unite che l’Italia, in quanto stato parte, ha l’obbligo giuridico di rispettare.

La  riproposizione del famigerato emendamento che prevede la “reiterazione” quale condizione di esistenza della tortura è solo una delle modifiche peggiorative introdotte le quali, considerate nel loro complesso, fanno venire meno la fiducia nella reale volontà delle forze politiche presenti in Parlamento di porre fine a questa grave anomalia italiana in tema di diritti umani”.

Campagna per i diritti umani in Italia: garantire la trasparenza delle forze di polizia e introdurre il reato di tortura

Forse sarebbe il caso di firmare la petizione di Amnesty e mandare un messaggino ai nostri governanti.

#FacciamoRete


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