Archivio dell'autore: DonneViola

Una questione di intelligenza

Non è una questione di religione, di appartenenza politica, di razza, di sesso.

Per non pensare certe cose bisogna semplicemente essere dotati di intelligenza.


Questo non è un paese per Chiara

  

 

Non chiedeteci di scrivere qualcosa per il 25 novembre.
Non lo faremo.

Non dopo la sentenza di oggi che riduce la pena a colui che ha ridotto in coma Chiara Insidioso e che le ha rovinato l’esistenza per sempre.

Questo non è un paese per donne, non è un paese che migliora, è un paese da sentenze ingiuste sulla pelle delle donne.

Chiara non avrà più una vita normale, la sua famiglia non avrà più una vita serena. Suo padre ha già più volte manifestato le difficoltà che sta vivendo Chiara e la pena che si porta appresso per riuscire a darle un’assistenza sanitaria come si deve.

Non scriveremo più post per giornate che non servono a nulla.

Non ci interessano i click, ci interessa ottenere un mondo migliore dove cose come quelle capitate a Chiara non debbano più succedere.

Cerchiamo un mondo dove chi sbaglia sconti la giusta pena.

Oggi, domani, il 25 novembre e tutti i giorni noi saremo solo con la famiglia di Chiara, con tutte le vittime di violenza.
 


Per Beatrice Ballerini, per i suoi figli

  

Come si può definire una società in cui due bambini, a cui è stata uccisa la madre per mano del padre, vengono affidati ai servizi sociali e non agli zii che se ne stanno già prendendo cura? Una società disumana?

Sì noi la definiamo così.

Possiamo aiutare Lorenzo e i suoi due nipoti condividendo la loro storia, non facendo cadere nel silenzio questa ingiustizia.

Facciamo rete. Ce la possiamo fare.

Pistoia 22 ottobre 2015 – Il femminicidio non fa una sola vittima. Ne fa molte, e per molto tempo. Diciamo pure per sempre. A tre anni dal massacro di Beatrice Ballerini, il 13 dicembre 2012, alla Nievole, uccisa barbaramente, a 42 anni, dall’ex marito Massimo Parlanti, condannato, in appello, a diciotto anni di carcere (in abbreviato), è il destino dei loro due bambini a essere ancora appeso al filo senza cuore della burocrazia. Non sono ancora stati affidati agli zii: a Lorenzo, fratello minore di Beatrice e a sua moglie, Tiziana, che da quella notte di sangue e di orrore hanno cura, ogni giorno e ogni notte, di loro.
Il tribunale per i minori li ha infatti affidati ai servizi sociali dell’area fiorentina. Vivono con gli zii, ma sono ben lontani dall’essere, o almeno dal somigliare, a una famiglia. Se Tiziana li accompagna a ritirare le pagelli gli insegnanti non gliele consegnano, se si ammalano lo zio Lorenzo deve prendere ferie perchè non ha diritto al congedo parentale. Lo sfogo, l’altra notte, sul profilo Facebook di Lorenzo.
«Si sente tanto parlare in questi giorni – scrive Lorenzo Ballerini, che vive a Campi Bisenzio – di unioni civili e famiglia oltre tutto ciò che ne consegue. Gli illustrissimi giudici del Tribunale dei Minori, dopo appena 2 anni e mezzo, hanno deciso che i bambini di mia sorella devono restare affidati ai servizi sociali, ma “collocati” (cioè parcheggiati) da noi. Provvedimento definitivo. Non perché non si trovino bene, non perché ci siano segnali strani (anzi si legge nel provvedimento che c’è serenità, che c’è affetto, etc…), ma perché…gli va di giocherellare ancora evidentemente. Non sto a dire cosa questo comporta, forse qualcuno lo capisce, qualcun altro no: sarebbe troppo lunga. Ma se metti in croce qualcuno…che vuoi che sia? E’ davvero facile decidere sulla pelle degli altri».

Naturalmente Lorenzo farà appello contro questa decisione. «I servizi sociali – ci ha detto ieri – hanno chiesto di mantenere l’affidamento dei minori e il tribunale ha fatto il provvedimento. Anche noi lo avevamo chiesto, ma poichè lo abbiamo modificato perchè nella prima stesura non c’era il nome di mia moglie, è stato rigettato perchè tardivo. «Ho scritto sia ai servizi sociali che al Tribunale. Tutto questo significa che noi non siamo niente per questi bambini. Io sono tutore e amministratore – spiega Lorenzo Ballerini –, ma non possiamo, per esempio, chiedere gli assegni familiari. Non navighiamo nell’oro e le spese sono e sono state tante. Se si ammalano non fanno parte del nucleo familiare e noi dobbiamo prendere le ferie per stare con loro. Mia moglie non è nessuno per i bambini e lo scorso anno, a scuola, non le hanno dato le pagelle. Perchè infierire dopo le sofferenze atroci che abbiamo passato? «Almeno – conclude – dateci un connotato di ufficialità…lasciateci vivere in pace. Nell’atto non c’è nemmeno un termine per rivedere il provvedimento. E noi…noi siamo persone appese. Sine die».

http://www.lanazione.it/pistoia/mia-sorella-massacrata-tre-anni-fa-e-i-suoi-figli-affidati-ai-servizi-sociali-1.1412614 via nazione_pistoia


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