Archivio dell'autore: DonneViola

Ti violentano? La colpa è tua

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“basta sangue” di Silvia Torneri, fonte: tramaditerre.org

 

Spiace dirlo ma questo paese ha un problema enorme di civiltà.

Una ragazzina viene stuprata a Roma e sotto i link che danno la notizia si leggono commenti incommentabili (scusate il gioco di parole).

Non rabbia, non dispiacere per una ragazza a cui è stata strappata la dignità.

No sentite bene!

Uomini, e purtroppo anche donne, che dicono che la ragazzina non doveva essere fuori di casa dopo la mezzanotte.

Uomini, e purtroppo anche donne, che consigliano alle ragazzine di andarsene in giro coperte.

Commenti al limite dell’ignoranza come questi:

Lui è proprio un povero sfigato se ha bisogno di questi sistemi per fare sesso , significa che non se lo fila proprio nessuna .:. Inutile parlare della vittima che essendo molto giovane non ha compreso il pericolo . Spieghiamo ai nostri figli che se qualcuno li avvicina non devono fidarsi . Un classico : i tuoi genitori hanno avuto un incidente ti devo portare da loro ! Spieghiamo che non devono credere . Lei doveva chiamare la madre e dire a lui che senza un genitore non andava da nessuna parte …

Allora, premetto che il caso è diverso, ma dove abito io c’è una ragazza di ventidue anni che più o meno sta con uno di cinquanta e passa anni. Lei in pratica a sedici anni faceva i suoi comodi con questo elemento e adesso lui è separato in casa e intanto tra le sue porcate sta con questa. Non dico quello che penso, ma sta cosa sicuramente fa riflettere. Ormai a sedici anni si sentono grandi.

Di notte …. 16 anni…..ma sta a casa vaiiii !!!!! E i tuoi genitori che cappero avevano da fare?!?!?!

E sta ragazzina sola a mezzanotte per strada in una grande città che ci faceva.

E terifiante vedere notizie del genere però oggi giorno la verità è che se la cercano…praticamente vanno nude hanno certi pantaloncini corti è si comportano come si avessero 30 😧 con tutto quello che succede adesso con tutti ste persone ché gira…  (commento di una donna)

Partendo dal presupposto che la violenza va Sempre Condanna, vorrei dire un paio di cosette; primo 16 anni penso che sia giusto che a mezzanotte ci si trovi già a casa da un pezzo, non per essere antichi di mentalità ma perché Se ne vedono e sentono di tutti i colori. Secondo; certe adolescenti vanno in giro praticamente nude! E questo non è bello né tantomeno degno di una persona Decente, non c’entra la moda. Si può essere fashion anche con un jeans e una maglietta. Ripeto: CONDANNO LA VIOLENZA, MA ABBIATE PIU RISPETTO DI VOI STESSI!

 

Ed è solo la minima parte https://www.facebook.com/tgcom24/posts/10153564059404610?comment_tracking=%7B%22tn%22%3A%22O%22%7D

LO SCHIFO ASSOLUTO.

Ci vergogniamo per tutte queste persone.

E’ questa cultura della colpa che fa crescere persone violente. E’ questa ignoranza che uccide la nostra società.

Basta davvero, ribelliamoci a questo bigottismo, a questa mancanza di umanità.

#facciamorete contro l’ignoranza.

 


#AiutiamoChiara

Chiara

Vi ricordate di Chiara?

Della sua storia ne avevamo parlato qui più di un anno fa.

Chiara Insidioso nel febbraio 2014 è stata massacrata di botte dal suo fidanzato.

I medici che effettuarono il primo soccorso dissero che che ferite così non ne avevano mai viste nemmeno nei peggiori incidenti stradali.

Chiara da quel febbraio 2014 versa in uno stato di coma.

La famiglia la sta assistendo ma ora ha bisogno del nostro aiuto.

Attualmente Chiara si trova presso l’ospedale Santa Lucia ma superata una certa soglia di riabilitazione in questa struttura non potrà restare.

Il rischio è che venga messa in un ospizio.

Il sostegno economico che Chiara riceve dallo Stato non è sufficiente per sobbarcarsi di tutte le cure.

Il papà Maurizio chiede aiuto a tutti noi.

E noi ci saremo. Basta veramente poco, se saremo in tanti anche un euro a testa.

Questi gli estremi per poter aiutare Chiara e la sua famiglia economicamente:

MAURIZIO INSIDIOSO MONDA:

Post pay EUCONT: 55361; N. CARTA: 5333 1710 1345 1378; COD. FIS. NSDMZL71P24H501N

IBAN: IT09Q 0760 1051 3824 5619 1456 23

In questo articolo http://www.lultimaribattuta.it/28655_basta-parole-ora-aiutiamo-chiara-insidioso-davvero è spiegato tutto quello che sta vivendo la famiglia di Chiara.

Vi preghiamo dal cuore, non lasciamoli soli.

Per diffondere la storia di Chiara e fare in modo di essere tantissimi nell’effettuare donazioni l’hashtag da usare è #aiutiamoChiara,

#FacciamoRete


Noi non dimentichiamo Giovanni Lo Porto

giovanni

Il 23 giugno 1977 nasceva Giovanni Lo Porto.

Oggi sarà una giornata molto dura per i famigliari; un’ennesima giornata di profondo dolore.

E con questo post ci piacerebbe far sentire loro la nostra vicinanza.

Noi Giovanni non lo dimentichiamo e vorremmo che sulla sua morte venisse fatta luce.

Vorremmo che per una volta chi ha decretato la fine della sua vita si assumesse le proprie responsabilità.

E per questo continueremo a chiedere al presidente Matteo Renzi una posizione chiara in merito.

E’ possibile firmare la petizione qui:

https://www.change.org/p/piena-luce-sul-caso-di-giovanni-lo-porto

Il sito Volontariato per lo sviluppo oggi dedica a Giovanni un bell’articolo che condividiamo qui:

Cari lettori di Un Mondo Possibile

questa volta il cielo delle nostre previsioni è davvero pieno di pioggia.

Abbiamo deciso di dedicare questo spazio ad una sola nuvola nera. Quella che ha investito Giovanni Lo Porto, il cooperante italiano rapito in Pakistan il 19 gennaio 2012 e ucciso il 15 gennaio 2015 in un’operazione antiterrorismo dell’esercito americano.

Dietro al nero della nuvola si nascondeva infatti un drone utilizzato per le raffinatissime azioni di guerra contro i talebani nel nord del Waziristan, in Pakistan, al confine con l’Afghanistan. Era lì che si trovava ancora in vita Giovanni Lo Porto  insieme a un altro operatore umanitario, il medico americano Warren Weinstein.

Ha dell’assurdo questa storia. La notizia mi ha raggiunto mentre ero in Etiopia, seduta vicino a dei cooperanti, degli operatori per lo sviluppo, colleghi di Giovanni che proprio con lui avevano condiviso un corso di formazione a Milano, prima che lui partisse per il suo ultimo lavoro in Pakistan. Un sms mi avvertiva della sua paradossale morte. E la pioggia di quella nuvola iniziava a bagnare di tristezza e di rabbia quella bella giornata di lavoro ad Addis Abeba.

Un drone americano, per errore, aveva ucciso Giovanni. Il Presidente americano aveva chiamato il nostro Presidente del Consiglio per scusarsi per quanto accaduto. Penso che neppure nelle fantasie più estreme o nei sogni più orribili si fosse pensato ad un finale straordinario e beffardo come questo.

Come ho scritto nel giorno della notizia della morte di Giovanni e come abbiamo sempre scritto negli appelli lanciati dal VIS, dalla rete delle ong del Cini, di Link2007, dell’Associazione Ong Italiane, io nutrivo una forte speranza che Giovanni tornasse a casa. Tutti confidavamo che ci fosse un lieto fine a questa terribile storia.

E’ stato doppiamente doloroso vedere, all’indomani della notizia della morte di Giovanni, il Ministro degli Esteri italiano riferire ad un’aula del Parlamento semideserta su quanto accaduto.  E’ stata un’ennesima lama inflitta nello stomaco di chi crede nella cooperazione internazionale, nel volontariato, nel rispetto dovuto ad una famiglia, quella di Giovanni di cui ci sentiamo parte anche noi perché Giovanni era una persona come molte di quelle che conosciamo e che vediamo formarsi, crescere come uomini e donne capaci di donarsi agli altri, con professionalità e impegno. Persone che vediamo partire per le periferie invisibili del mondo, semplicemente per fare il lavoro che hanno scelto e che spesso coincide con una scelta di servizio e una visione di mondo nella quale tutti abbiamo la responsabilità di contribuire  a renderlo migliore, possibile.

E allora questa volta lo spazio delle previsioni del tempo lo dedichiamo a Giovanni e a tutti gli operatori di pace come lui e invito tutti voi a sottoscrivere l’appello che gli amici, i colleghi, la famiglia di Giovanni hanno scritto per chiedere piena luce sul suo caso.

Un appello non può cambiare i fatti, non può eliminarne il dolore, ma può ridargli quella dignità, quel rispetto che gli sono dovuti e che rendono meno difficile la convivenza con quella maledetta nuvola nera.

 Per firmare l’appello, lasciare un messaggio per giovani visitate la pagina facebook 

https://www.facebook.com/pages/Vogliamo-Giovanni-Lo-Porto-libero/359211750768906?fref=ts

Alessandra Tarquini

Ufficio Comunicazione VIS


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