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La nostra solidarietà, vicinanza e “sorellanza” va alle donne spagnole che oggi hanno manifestato contro una legge reazionaria che limita la pratica dell’aborto in ambiente protetto, ponendo vincoli strettissimi all’accesso.

L’interruzione della gravidanza entro le prime 14 settimane cessa di essere un diritto delle donne in Spagna.

Il consiglio dei ministri del governo di Mariano Rajoy ha approvato oggi la “Ley de Protección de la Vida del Concebido y los Derechos de la embarazada” ( “Legge sulla tutela della Vita diritti Concepito and gravida “) che modifica l’attuale normativa sulla salute sessuale e riproduttiva e sulla interruzione volontaria di gravidanza.

La nuova legge che porta il nome di Alberto Ruiz – Gallardón, ministro della Giustizia rende di fatto l’aborto un reato.

il ministro, durante la presentazione del progetto parla chiaro, dicendo ” non possiamo far dipendere la vita del nascituro dalla volontà della donna

L’embrione è un bene giuridico da proteggere . Ma non è un diritto assoluto ” in quanto può entrare in conflitto con quello della madre . Quello che non possono fare è ignorare il conflitto autorità “.

Secondo la nuova normativa la donna può abortire solo in due casi: se la gravidanza rappresenta un rischio per la salute della madre e quando consegue ad uno stupro. Neppure le malattie fetali anche gravi o che comportino disabilità vengono contemplate per evitare discriminazioni nei confronti dei disabili.

Altre modifiche significative introdotte sono: ” l’obiezione di coscienza” che autorizza i medici della sanità pubblica a rifiutare di eseguire un aborto per ragioni ideologiche, il divieto di pubblicità delle strutture sanitarie che praticano l’aborto e l’obbligo del consenso dei genitori per le minori.

Le associazioni pro-vita hanno spesso bollato come ” sotterfugio” la motivazione che l’interruzione della gravidanza possa essere giustificata dal rischio per la salute psichica della donna malgrado la certificazione specialistica.

La nuova legge dispone che il rischio materno venga attestato da specialisti estranei alla struttura dove verrebbe praticato l’aborto ed i medici dovranno attestare che il rischio psicofisico della donna non possa essere trattabile in alcun altro modo.

Gli aborti effettuati al di fuori dei termini di legge verranno perseguiti con la reclusione da uno a tre anni e fino a sei di interdizione per i sanitari mentre sarà depenalizzato per la donna che verrà considerata “vittima di aborto”.

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Secondo l’ ACAI, Associazione delle cliniche approvate per Aborti in Spagna sarà praticamente impossibile abortire.

l progetto deve ora essere sottoposto alla discussione parlamentare e non sarà effettivo prima di un anno.

Le donne in Spagna hanno intrappreso una mobilitazione in numerose città, coordinate dalla Federazione Nazionale delle Organizzazioni femministe; hanno manifestato fin da oggi con lo sloganMiBomboEsMio

Qqui di seguito l’appello e gli appuntamenti: http://www.feministas.org/spip.php?article798

A tutte, ripetiamo, va la nostra solidarietà e partecipazione nella lotta per la difesa dei diritti acquisiti, in ciascuno stato ed in tutta Europa per non dover rivedere il medioevo delle “mammane” e degli aborti clandestini.

Tutta l’Europa deve sapere, tutte le donne d’Europa devono partecipare.

Facciamo rete, No pasará

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