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Tre mesi esatti fa Rossella Urru e’ stata rapita.

Purtroppo anche in Sardegna, sua terra di origine,  non sono moltissimi ad essere al corrente  della sua angosciosa vicenda.

Per rompere il silenzio e far conoscere a quante più persone possibili la storia di Rossella, gli iscritti al Vespa Club hanno deciso di portare il volto di Rossella sotto gli occhi di tutti.

Questa iniziativa ha visto coinvolti  tutti i vespa club della Sardegna, che tra le 18 e le 20, ora di punta dello shopping,  hanno percorso  le vie dei centri più importanti della Sardegna portando, incollate sulle moto, le foto di Rossella.

A Cagliari, in una bella e fredda serata,  la manifestazione si e’ conclusa in una piazza, in centro, dove ad accoglierli c’erano i ragazzi del “Comitato di Samugheo per la “liberazione di Rossella Urru”.

Purtroppo ancora oggi non sappiamo con certezza dove sia Rossella e nelle mani di chi.

Le notizie che filtrano sono frammentarie ed incerte, forse è stata rapita in un momento infelice della storia italiana e la stampa ed altri media sono stati distratti da altre vicende.

L’unica certezza e’ il giorno in cui e’ stata rapita mentre si trovava in Algeria,  nel campo profughi Saharawi per svolgere una  missione umanitaria.

Dopo il sequestro un mediatore ha mostrato un video ad un giornalista dell’Afp. Nel filmato compare Rossella ed il  nome dell’organizzazione terroristica, dissidente di Al Qaeda, che ha rivendicato il sequestro: Jamat Tawhid Wal Jihad Fi Garbi Afriqqiya (“Movimento Monoteista per la Jihad in Africa Occidentale”).

Altra versione e’ fornita dal ministro della Difesa del Fronte Polisario, Mohammed Lamin Bouhali, che in una intervista al giornale filo-governativo algerino ‘el-Khabar’ dice che Rossella sarebbe in Mali, dopo che i suoi sequestratori  avrebbero tentato più volte di venderla assieme ai ragazzi coi quali e’ stata sequestrata,  ad altri gruppi, senza tuttavia riuscirci.

Ancora, il ministro degli Esteri del Burkina Faso, Djibril Bassolet, avrebbe dichiarato che il suo Paese si è messo in contatto con il gruppo armato responsabile del sequestro di Rossella Urru e dei due cooperanti spagnoli.

Altra versione e’ fornita da Mahjub Salek, ex dirigente del Polisario che ha abbandonato il gruppo nel 2005 per fondare una formazione scissionista denominata ‘Khat al-Shahid’ (la Linea dei Martiri); afferma che Rossella sarebbe invece nelle mani di un gruppo di trafficanti di droga costituito da  Tuareg, saharawi e maliani che avrebbero agito per vendicarsi di un torto subito dagli uomini del Fronte Polisario.

Le fonti di agenzia sono, come facilmente intuibile, tantissime, spesso contrastanti ed attualmente non si ha certezza di dove sia Rossella e dei motivi del suo rapimento. Potrebbe essere stata sequestrata per motivi politici o per ottenere un riscatto o forse per tutte queste ragioni.

Non possiamo certo valutare quale sia la fonte più attendibile ma abbiamo il dovere di mantenere sempre viva l’attenzione sul problema della sua liberazione, parlandone sempre senza permettere che si infiltri mai il tarlo di un pericoloso oblio.

La nostra parola e’ rivolta alle organizzazioni, alle ambasciate, ai mediatori, ai servizi ed ai governi, centrale e regionale, perchè utilizzino tutti i mezzi e tutte le strategie possibili per riportare Rossella a casa quanto prima.

In attesa della liberazione il  Comitato Spontaneo per la liberazione di Rossella, in collaborazione con il Comune di Samugheo, ha programmato per il giorno 23 Gennaio  un incontro con gli esponenti del CISP, l’organizzazione per cui lavora Rossella, che racconteranno il lavoro nei campi profughi e la situazione del Popolo Saharawi e con l’organizzazione Pitzinnos de su Mundu, che si occupa di progetti di accoglienza estiva dei piccoli dai campi profughi dell’Hammada – Algeria.

DonneViola

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