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Riportiamo dalla pagina di Vittorio Arrigoni e ci associamo a questa battaglia.
I bambini hanno diritto ad un’esistenza serena. Tutti i bambini.
Uno Stato che imprigiona bambini non può definirsi democratico.

Malak Al-Khatib, 14 anni, del villaggio di Betin (distretto di Ramallah), è stata arrestata, il 31 dicembre 2014, mentre tornava a casa da scuola, con l’accusa di camminare su una strada riservata agli ebrei, di lanciare pietre e di essere in possesso di un coltello. Non le è stato mai consentito di vedere i familiari.
Il 21 gennaio, lei è stata condannata a 2 mesi di detenzione (incluso il periodo già trascorso in carcere) e la sua famiglia a pagare una multa di 6.000 NILS (1.500 dollari).
Altri 4 minorenni, tra gli 11 e i 14 anni, del villaggio di Qariout (Nablus), sono stati fermati, il 18 gennaio, e interrogati con l’accusa di essere entrati nella colonia e di Lilit e di aver appiccato il fuoco. Durante l’interrogatorio sono stati minacciati di imprigionamento e di morte. Sono stati rilasciati, dopo 4 ore.
La denuncia viene dalla ONG svizzera Euro-Mid Observer for Human Rights che sollecita la comunità internazionale a fare pressione su Israele perché rispetti la Carta dei Diritti del Fanciullo, incluso l’art.37.