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Questa la vignetta di Mauro Biani dedicata alle donne del Sulcis.
Un ringraziamento di cuore a lui e a Il Manifesto.

Ieri c’è stato la delibera del consiglio regionale per lo sblocco degli stipendi.
Oggi le donne del Sulcis decideranno se interrompere la protesta.

Questo l’aggiornamento da L’Unione Sarda

Via libera dal Consiglio regionale della Sardegna, con il solo voto contrario di Fdi, alla leggina per pagare gli stipendi dei lavoratori Igea con uno stanziamento di 5,5 milioni allocato in un fondo di rotazione della Sfirs. Una legge che secondo il governatore Francesco Pigliaru rappresenta “una proposta di emergenza”, ma il prossimo passo della Giunta sarà quello di “mettere ordine nel disordine delle partecipate regionali”. Il provvedimento “prende a cuore i lavoratori che da troppo tempo non hanno ricevuto il salario e – ha affermato presidente – serve per scongiurare problemi di aiuti di Stato con un sostegno al reddito che rappresenta un anticipo delle spettanze attraverso un fondo che non turba la concorrenza e non incide sugli obblighi aziendali”. Per Pigliaru si è di fronte ad una “situazione che non può proseguire e che riguarda il grande disordine intorno alle partecipate dovuto a una certa parte della politica che si pone come imprenditore. Una vocazione dietro alla quale si nasconde la gestione del potere e di posti di lavoro pagati con i soldi pubblici – ha sottolineato il governatore – Non sono però i lavoratori incolpevoli che devono pagare questo disordine – ha chiarito – perchè è causato da una politica che guarda a soluzioni di breve periodo”.

LA PROTESTA – Le donne che da venerdì occupano nel Sulcis la galleria di Villa Marina e i colleghi di Campo Pisano decideranno probabilmente solo domani mattina in assemblea se interrompere la mobilitazione. Un presidio molto duro soprattutto per le 37 lavoratrici reduci da sei notti passate al freddo nella galleria. La notizia del voto favorevole dell’assemblea si è diffusa rapidamente ed è stata accolta da lavoratori e sindacati come un ulteriore passo in avanti verso la definitiva. soluzione della vertenza. Domani, per la tradizionale festa di Santa Barbara, patrona dei minatori, la messa mattutina che solitamente viene celebrata nella chiesetta si trasferirà sul piazzale davanti alla galleria occupata. I lavoratori, comunque, si vedranno prima della celebrazione per stabilire che cosa fare: risolto il problema degli stipendi rimane, infatti, la valutazione sulle garanzie offerte dalla Regione per il rilancio dell’azienda.

http://www.unionesarda.it/articolo/politica_italiana/2014/12/03/ma_le_donne_restano_nella_miniera-1-398633.html