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Schifo, vergogna, disgusto.
Ma la rassegnazione quella no, non subentra stasera.
Non accetteremo mai di vivere in un paese in cui dei poliziotti applaudono gli agenti che hanno ucciso Federico

(ANSA) – RIMINI, 29 APR – Un lungo applauso e delegati in piedi al Congresso nazionale del sindacato autonomo di Polizia, per tre dei quattro agenti condannati in via definitiva per la morte del 18enne Federico Aldrovandi durante un controllo nel 2005 a Ferrara.I tre agenti erano presenti al congresso.”Mi si rivolta lo stomaco. E’ terrificante”,reagisce Patrizia Moretti, madre di Federico. “Cosa significa? Che si sostiene chi uccide un ragazzo in strada? Chi ammazza i nostri figli? E’ estremamente pericoloso”.

Non ci rassegneremo mai a questa disumanità.

Vorremmo chiedere a questi poliziotti se hanno figli, se la sera quando i loro ragazzi escono se ne vanno a dormire tranquilli o se sostano sul divano con il cuore in fibrillazione nel timore che possa succedere loro qualcosa.
Vorremmo sapere da questi poliziotti se quando hanno indossato la divisa pensavano che un giorno qualcuno di loro avrebbe potuto abusare del potere conferitogli dallo Stato.
Vorremmo capire cosa spinge un poliziotto ad applaudire un agente che ha ucciso, a esprimergli solidarietà.
Vorremmo comprendere dove sta finendo l’umanità e soprattutto dove si trova il ministro degli interni in questo momento e che cosa pensa di questo ennesimo oltraggio perpetrato nei confronti di una famiglia che ha perso un figlio, ucciso dallo Stato.