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Giornata_Internazionale_contro_le_Mutilazioni_Genitali_Femminili

Questo otto marzo vogliamo porre l’attenzione sulla pratica vergognosa delle mutilazioni genitali femminili, ancora in uso, purtroppo, in parecchi paesi del mondo.

Una pratica umiliante che mette in pericolo la vita delle donne, che distrugge la loro esistenza, che impedisce loro di vivere una vita felice.

Riportiamo dal Rapporto Unicef:

Mappa della diffusione delle mutilazioni genitali femminili in Africa – ©OMS/ONU

Secondo i dati più aggiornati di fonte OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), sono tra 100 e 140 milioni le bambine, ragazze e donne nel mondo che hanno subito una forma di mutilazione genitale.

L’Africa è di gran lunga il continente in cui il fenomeno delle MGF è più diffuso, con 91,5 milioni di ragazze di età superiore a 9 anni vittime di questa pratica, e circa 3 milioni di altre che ogni anno si aggiungono al totale.

La pratica delle MGF è documentata e monitorata in 27 paesi africani e nello Yemen. In altri Stati (India, Indonesia, Iraq, Malesia, Emirati Arabi Uniti e Israele) si ha la certezza che vi siano casi di MGF ma mancano indagini statistiche attendibili.

Meno documentata è la notizia di casi di MGF avvenute in America Latina (Colombia, Perù), e in altri paesi dell’Asia e dell’Africa (Oman, Sri Lanka, Rep. Dem. del Congo) dove tale pratica non è mai assurta a tradizione vera e propria.

Infine, sono stati segnalati casi sporadici di MGF anche in paesi occidentali, limitatamente ad alcune comunità di migranti.

 Varietà etnica e geografica del fenomeno

Le stime sulla diffusione delle MGF provengono da indagini socio-sanitarie su scala nazionale che vengono condotte tra donne di età inclusa tra 15 e 49 anni.La prevalenza del fenomeno varia considerevolmente da regione a regione all’interno del medesimo Stato: a fare la differenza è l’appartenenza etnica.

In 7 Stati (Egitto, Eritrea, Gibuti, Guinea, Mali, Sierra Leone e Somalia) e nel Nord del Sudan il fenomeno tocca praticamente l’intera popolazione femminile. In altri 4 paesi (Burkina Faso, Etiopia, Gambia, Mauritania) la diffusione è maggioritaria ma non universale. In altri 5 (Ciad, Costa d’Avorio, Guinea Bissau, Kenya e Liberia) il tasso di prevalenza è considerato medio – tra il 30 e il 40% della popolazione femminile, mentre nei restanti paesi la diffusione delle MGF varia dallo 0,6 al 28,2%.

Anche il tipo di intervento mutilatorio imposto varia a seconda del gruppo etnico di appartenenza. Il 90% delle MGF praticate è di tipo escissorio (con taglio e/o rimozione di parti dell’apparato genitale della donna), mentre un decimo dei casi si riferisce all’azione specifica della “infibulazione“, che ha come scopo il restringimento dell’orifizio vaginale e può a sua volta essere associato anche a un’escissione.

Riportiamo un video molto forte, una testimonianza che è utile vedere per capire cosa significa subire una mutilazione genitale.

 

Non possiamo stare in silenzio, questo otto marzo noi lo dedichiamo alle donne che hanno bisogno che questa violenza venga alla luce affinchè nessuno la debba più subire.