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Aderiamo con convinzione all’appello di D.i.Re, che chiede a Matteo Renzi che il nuovo esecutivo abbia un ministero per le politiche di genere.

Noi aggiungiamo anche la richiesta che questo posto non venga occupato da persone che nel passato si sono contraddistinte per omofobia, come spiega bene Aurelio Mancuso qui, o da persone che non hanno a cuore la libertà di scelta delle donne.

Se questa richiesta non verrà accolta, noi non staremo zitte.

FUTURO GOVERNO:
D.i.Re CHIEDE A MATTEO RENZI LA MINISTRA PER LE POLITICHE DI GENERE

Chiediamo a Matteo Renzi, incaricato di formare il governo, che il nuovo esecutivo abbia un Ministero per le politiche di genere perché le donne italiane lo chiedono.

In Italia ogni due/tre giorni avviene un femminicidio e le risposte per le donne che vogliono uscire da relazioni violente, sono insufficienti sia sul piano della prevenzione e della formazione che su quello del contrasto.

Sono necessarie politiche che comprendano, assumano e facciano propria la portata e il significato del fenomeno della violenza contro le donne. Sono necessari programmi ed impegni concreti da parte di tutti i Ministeri, con una figura di riferimento, di stimolo e di coordinamento, per tutte le politiche tese ad eliminare il fenomeno del femminicidio, e per interventi efficaci contro le discriminazioni tra i generi. E’ indispensabile un dicastero a cui destinare adeguati finanziamenti per interventi su più fronti, perché la cultura del femminicidio si rafforza quando le donne sono penalizzate nella partecipazione alla vita sociale, economica e culturale.

Il Piano Nazionale Antiviolenza deve essere rinnovato e il lavoro della Rete Nazionale dei Centri Antiviolenza (D.i.Re), intrapreso con il precedente Governo Letta, deve essere portato avanti in modo coordinato e coerente.

Nel 2012 Rashida Manjoo special rapporteur dell’Onu sul fenomeno della violenza contro le donne aveva commentato le politiche di contrasto alle violenza di genere nel nostro Paese, con queste parole “In Italia resta un problema grave, risolverlo è un obbligo internazionale”.

Rinnoviamo l’invito a Matteo Renzi perché ai proclami siano dati forma e sostanza e tutte le attività di governo, in tutti gli ambiti e a tutti i livelli, siano improntati ad un cambiamento sociale e culturale profondo anche per quanto riguarda le relazioni tra i generi, nel rispetto della Carta Costituzionale e delle direttive europee.

19 febbraio 2014