ospedale

Abbiamo deciso di condividere la storia di Elena, che conosciamo da diverso tempo.
La condividiamo perchè certe storie non devono cadere nel silenzio.

Queste vicende non si devono ripetere più.

Anche stanotte non riesco a dormire, ormai è così da un anno, e mentre mi rigio nel letto, ho deciso di raccontarvi cos’è stato quest’anno per me.

Un anno fa per risovere un piccolo problema di natura fisica, mi sono rivolta a uno dei più importanti ospedali romani.

Sono stata sottoposta a un intervento che a causa dell’ incapacità del chirurgo, mi ha causato un danno.

Per mesi non ho ricevuto assistenza, anzi è stato scritto nella cartella clinica che quel danno me l’ ero procurata da sola.

Nessun ospedale della Toscana e di altre regioni d’ Italia ha voluto assistermi, mi sono sempre sentita rispondere:

” Non mettiamo mani su interventi fatti da altri, deve tornare dal medico che l’ ha operata “.

Mi sono sentita come una moglie che picchiata dal marito e denuncia si sente dire di tornare a casa da lui.

Finalmente a maggio dopo quattro mesi, quando ormai non riuscivo quasi a camminare per i dolori, vengo ricoverata sempre nello stesso ospedale e sottoposta a un nuovo intervento che non risolve nulla e quindi dopo una settimana mi sottopongono a un terzo delicato intervento.
Ho scoperto in seguito che quel primo inutile intervento era stato fatto solo per eliminare le tracce dell’ intervento fatto a febbraio.

Ero partita per tre giorni, son stata via da casa un mese, lontana dalla mia famiglia, da casa, dai miei affetti.

Mentre ero ricoverata ho presentato un reclamo all’ URP.

Da quel giorno sono stata fatta oggetto di cose inenarrabilli.

Ho subito intimidazioni da parte del Primario che ho scoperto essere il cugino del medico che mi ha operata e tutti e due sono nipoti del Primario andato in pensione.

Nello stesso reparto lavorano le loro compagne, zie..cugini, direi un reparto a gestione mafiosa.

Sono stata messa in una stanza da sola, in una parte nascosta del reparto in modo che non potessi parlare con altre pazienti e intanto il personale medico metteva in giro la voce che ero una pazza schizofrenica.

Non ho visto un medico né un infermiere per una settimana, ero nutrita con le parentelari, flebo da due chili che mi venivano cambiate ogni 24 ore, era l’ unico momento in cui vedevo un infermiere.

Prima di dimettermi mi è stato chiesto di scrivere alla Direzione dell’ ospedale per dire che quello che avevo dichiarato all’ URP era falso, solo frutto di una mia crisi isterica. Chiaramente ho rifiutato e quando ho ritrovato le forze ho denunciato l’ ospedale.

Ho saputo che il colpevole è stato individuato e sospeso dal servizio.

Malgrado tutto mi ritengo fortunata perché a Roma ho molti amici che mi son stati vicini e non mi hanno mai lasciata da sola.

Non è stato un anno facile, non ho più potuto svolgere quei piccoli lavoretti che mi permettevano di avere qualche euro in tasca.

Mamma si è dovuta fare carico di tutto, viaggi, ticket per visite e esami, medicine, e spesso è stata dura con me, ma so che era solo perché stanca di vedermi soffrire.

Da giugno sono riuscita solo due settimane fa a farmi vedere da un medico qui a Firenze e solo grazie all’ intervento di amici che stanno in consiglio regionale.

Probabilmente dovrò sottopormi ad altri due interventi, ma ho la pellaccia dura.

Purtroppo il giorno che mi hanno operata sarei dovuta andare al matrimonio di Alessandro e Patrizia, ci tenevo tanto mannaggia.

Quando denunci un ospedale poi diventi un problema anche per gli altri ospedali, essendo una denunciante non vogliono correre rischi.

Quindi una persona deve subire di tutto e tacere.

No, non sono il tipo, non bisogna stare zitti, certi abusi vanno denunciati.

Non ho scritto questa triste vicenda per avere la vostra compassione, ma volevo scusarmi con chi sono stata particolarmente aggressiva, non è facle in certe condizioni mantenere sempre la lucidità e poi ho sempre fatto di tutto per farvi ridere eh, non potete certo dire che sono una lagna.

E comunque ho deciso di raccontarvi questa cosa, perché nessun giornale ha voluto farlo, non ci si mette contro un ospedale importante…..

In ogni caso a me non mi ammazza nessuno.

Grazie a chi mi ha sopportato e mi è rimasto vicino.

 

PS : Il cartello che vedete in foto e che ho fotografato, l’ avevo attaccato alla porta della stanza, dopo che per giorni mi hanno lasciata senza colazione e l’ unica cosa che potevo ingerire erano acqua e the.