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C'è un posto anche per te

 

Se ce ne fosse stata una,  sarebbe stato un successo.

Basta un uomo a dare l’esempio e per noi  è già una vittoria.

Poteva esserci nessuno, sarebbe stata una denuncia. Sociale intediamoci.

E invece Anna, assessore alle politiche sociali, ne ha trovati più di un centinaio.

Uomini che ci hanno messo la faccia per dire “No alla violenza sulle donne”.

Dove? Qui , in questo manifesto sponsorizzato da un Comune del Lazio.

Il mio comune avrà anche tanti difetti, ma questa iniziativa, per me è un sogno che si avvera e credo sia giusto condividerla.

Riuscire a convincere uomini a testimoniare che, contro la violenza sulle donne, anche gli uomini sono una carta vincente , è un grande passo verso il cambiamento.

Se gli uomini si impegnano a  partecipare per  rappresentare  in prima persona il messaggio, diventano esempio per altri uomini e come dico sempre: “Convincine uno e innesca il domino”.

La violenza sulle donne è un problema sociale di dimensioni enormi.

Ogni tre giorni una donna viene uccisa per mano di un uomo.

Negli stessi tre giorni le violenze fisiche e psicologiche conoscono numeri impressionanti.

Spesso la mano che si sporca di queste infamie è familiare.

L’immagine della donna subisce  continuamente interpretazioni di natura sessista:dall’inquadratura della velina,  rigorosamente, aggiungerei in modo assai ipocrita, selezionata e scelta  per quella sua aria acqua e sapone, ai messaggi pubblicitari di pezzi di ricambi per auto.

E’ un continuo associare l’immagine  femminile all’ uso maschile .

Siamo immerse in una visione distorta, veicolizzata di proposito, all’ “utilizzo finale” del corpo e della mente delle donne.

Il progetto nasce da qui http://www.noino.org/index.php. e Anna ha creduto nella risposta dei cittadini.

Anna è una donna, una mamma, un’insegnante. Sensibile alle tematiche dell’accoglienza, del pluralismo, della diversità intesa come fonte di arricchimento umano, abbiamo scambiato qualche punto di vista sul tema della violenza sulle donne ed ho scoperto che anche lei aveva in mente  questa “follia” di puntare sugli uomini come punto di riferimento per altri uomini, specialmente tra i giovanissimi, per provocare il cambiamento alla radice.

Ho avuto modo di parlare con lei di questa iniziativa davanti ad una tazza di caffè.

“Quando ho conosciuto l’iniziativa di noino.org – mi dice – avevo in mente di organizzare l’adesione in modo istituzionale. Per me l’istituzione è fondamentale per riflettere su questi temi. Prima però ho condiviso questa mia idea con altre persone, amiche, mamme, amici, per capire se trovavo consenso e condivisione. Si è creato un gruppo che ha aggiunto valore alla mia idea. Ci siamo divisi in più  gruppetti che giravano per le varie zone della città chiedendo agli uomini di prestarsi a farsi fotografare per questa iniziativa contro la violenza sulle donne. E’ stato bello trovare tanti uomini. Abbiamo pubblicato il manifesto  in due volte, perchè il numero di cittadini fotografati è aumentato nel tempo. Volendo realizzare un’altra iniziativa del genere, girerei dei video” .

Le donne devono imparare a reagire, a difendersi, a denunciare la violenza, ma senza una profonda elaborazione del modello maschile “padre, compagno, amante, marito, padrone”, che nasce nell’ambiente familiare e trova spazio e nutrimento nella società , nella scuola, nell’ambiente di lavoro,  noi non riusciremo a debellare il focolaio di sottocultura tipicamente italiano che impedisce di ri-formare la società.

E’ il focolaio la malattia.

Possiamo inventarci leggi, pene, percorsi di recupero, ma se non combattiamo il focolaio, questa battaglia non la vinceremo.

Ecco, Anna ha creduto  negli uomini per gli uomini, ne ha trovati più di cento e io sento che si possa prendere esempio da questi uomini per convincerne altri a metterci la faccia.

Il fine ultimo è la tutela della donna, della madre, della figlia, della sorella, dell’amica.

Ognuna di noi sa che il migliore esempio per le nostre figlie siamo noi. Che se scegliamo un compagno degno di noi, sceglieranno un compagno degno di loro.Che reagire alla violenza , anche solo verbale, costi quel che costi, è l’unica scuola di vita per renderle consapevoli e libere.

E questo lavoro di esempio, giorno per giorno, deve avere luogo anche nell’universo maschile.

Troviamo il coraggio di cercare uomini all’altezza dell’esempio e coinvolgiamoli nella nostra battaglia.

Prendiamoci la responsabilità dell’esempio. Ne usciremo con una società migliore.

Pipolev Depauer