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Non c’è mai un limite al peggio.
E noi, che siamo parecchio stanche di questo peggio quotidiano, vorremmo sapere il nome della persona che oggi in corridoio e poi in consiglio, ha detto che le donne non vanno uccise, vanno scopate.
Perché una persona del genere non è degna di stare in Regione.
Una Regione che tra l’altro oggi ha fatto un grande passo in avanti con l’approvazione di misure urgenti per il contrasto della violenza di genere sulle donne.

Riportiamo da Paese Sera :

LA POLEMICA – Mentre in aula era in corso la discussione di una mozione sul femminicidio, “qualcuno nei corridoi commentava l’intervento della consigliera proponente, Marta Bonafoni, con un linguaggio molto sessista e con una frase che ho ripetuto anche in aula: ‘Le donne non vanno uccise, le donne vanno scopate’”. E’ quanto ha riferito la consigliera regionale Daniela Bianchi, gruppo Per il Lazio, a margine della discussione in Consiglio, dopo aver raccontato l’episodio anche in Aula, durante il suo intervento.

La consigliera ha poi sottolineato che “c’è una questione aperta sulla visione sessista della nostra società”. A chi le ha chiesto informazioni su chi avesse detto quella frase e se si trattasse di un consigliere regionale, Daniela Bianchi ha replicato: “Assolutamente non rispondo in tal senso”, perché ciò che importa davvero “non è tanto la qualifica del ruolo di chi abbia detto questo, quanto il fatto di averla ascoltata in un corridoio come il nostro, dal momento che c’era un dibattito in aula proprio su una mozione che parlava di femminicidio”. Anche Marta Bonafoni, che ha proposto la mozione, ha commentato l’episodio: “Non dobbiamo essere sorpresi, quella battuta potrebbe essere l’ultima riga della mia mozione – ha detto, interpellata dai giornalisti – E’ una denuncia ulteriore di quale sia lo stato dell’arte e culturale anche nei luoghi delle istituzioni che sono lo specchio del Paese e viceversa. Io la metterei in calce come quattordicesima firma della mozione che ci dice che il tema è anche qui dentro e quindi, a maggior ragione, dobbiamo affrontarlo”, ha concluso Bonafoni.

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