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“Ha 16 anni, perché si è sbronzata al punto da non ricordare (quello che è successo)? Poteva andarle molto peggio. E’ stata fortunata. Non avrebbe dovuto mettersi in quella posizione”

Frasi come queste non ci suonano nuove.

Capita spesso. E tutte le volte ci cascano le braccia.

Questo pensiero è stato espresso da Serena Williams, in un’intervista a Rolling Stone.

Si parlava di un caso di stupro avvenuto negli Stati Uniti.

“Nel marzo scorso due stelle di una squadra di football americano di liceo sono state condannate a un anno di carcere minorile per la violenza carnale nei confronti di una ragazza di 16 anni. La vicenda ha avuto luogo durante un party in Ohio e ha ottenuto grande notorietà per le foto messe sul web in cui si vedono vari giovani che guardano la ragazza, priva di coscienza, dopo avere subito la violenza, e ridono di lei.”

Noi veramente non riusciamo a capitarci di come si possa pensare che la ragazza abbia avuto delle responsabilità.

Anche nel caso fosse stata sotto l’effetto dell’alcool come si può pensare che questa ragazza se la sia andata a cercare?

Come si può partire dal presupposto che una ragazza debba stare attenta?

Non si dovrebbe partire dal fatto che nessuna persona debba perpetrare violenza e che nessuna persona la debba subire ?

Non si dovrebbe lavorare affinchè la società in cui si vive offra vera libertà a tutti?

E per libertà si intende anche poter uscire di casa, vivere, divertirsi senza dover essere accompagnata dalla paura dello stupro.

E’ un mondo così difficile da costruire?

Noi non lo crediamo.

Crediamo che si possa costruire attraverso la ridefinizione del linguaggio e l’abbattimento dei luoghi comuni.

Dando più peso alle parole.

Anche (e soprattutto) quando le tue parole fanno il giro del mondo.

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