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L’AIDS conclamato si manifesta oggi meno che in passato in seguito alla infezione da virus HIV che invece vede aumentare la sua diffusione.

Nel 2011 sono stati diagnosticati 5,8 nuovi casi di Hiv positivita’ ogni 100.000 residenti: il 75% sono di sesso maschile, 1  su 3 e’ straniero.

In alcune aree  (Bolzano, Sassari, Valle d’Aosta, Umbria, Sicilia) si osserva che l’incidenza  della infezione appare in aumento, mentre in altre appare in diminuzione (Lazio, Piemonte, Emilia-Romagna, Marche, Trento).

Nel 2011 piu’ della meta’ di nuove diagnosi di Hiv era gia’ in fase avanzata di malattia

Nel 78% delle persone che hanno riscontrato una positività all’HIV, l’infezione è avvenuta in seguito a rapporti sessuali non protetti.

In occasione della Giornata Mondiale di lotta contro l’Aids,  il Centro operativo Aids (Coa) dell’Istituto Superiore di Sanita’ (http://www.iss.it/ccoa/) rende noti i nuovi dati relativi al contagio: nel 2011 il 24,8% delle persone con una nuova diagnosi di infezione da Hiv ha eseguito il test Hiv per la presenza di sintomi che facevano sospettare un’infezione da Hiv o l’Aids, il 13,4% in seguito ad un comportamento a rischio non specificato e il 10,3% in seguito a rapporti sessuali non protetti.

Negli anni tra il 2006 e il 2011 e’ aumentata costantemente la malattia AIDS in  persone che hanno ignorato la propria sieropositivita’. Nel 2011 questa proporzione e’ del 62,9%.

Dall’inizio dell’epidemia nel 1982 ad oggi sono stati segnalati circa 64.000 casi di Aids, di cui quasi 50.000 decessi.

L’incidenza di Aids e il numero di decessi per anno continuano a diminuire, per effetto delle terapie mediche  combinate introdotte in Italia dal 1966.

Nel 2011 poco piu’ di un quarto delle persone diagnosticate con Aids ha eseguito una terapia antiretrovirale prima della diagnosi di Aids ed ovviamente la condizione per poter istituire la terapia e’ la conoscenza della positività al test HIV.

In questa giornata aderiamo  a tutte le iniziative che in tutto il mondo e nel nostro paese vengono attuate per mantenere accesi i riflettori su questa malattia, perchè i dati statistici dimostrano che e’ in aumento ma se ne parla di meno.

Sono aumentati i comportamenti a rischio e sono diminuiti i controlli sierologici.

Uniti contro l’AIDS si vince, e’ il nome della campagna lanciata dal ministero della Salute nata per combattere la diffusione dell’infezione, con lo slogan: “La trasmissione sara’ interrotta il prima possibile. Uniti contro l’Aids si vince”.

Noi aggiungiamo: uniti contro il clericalismo che demonizza l’uso del preservativo ed uniti contro il profitto che fa scomparire i farmaci nelle aree depresse ed in crisi a vantaggio di quelle dove i farmaci si possono vendere con maggior tornaconto delle aziende produttrici.

Questo l’appello della Lila (Lega italiana per la lotta contro l’AIDS):

Ci chiediamo quando verrà il giorno in cui l’Italia si impegnerà a tutelare la salute dei suoi cittadini, rivolgendosi a giovani, donne, omosessuali con un linguaggio idoneo e senza pruriti. Quando la prevenzione verrà considerata per quello che è, ovvero accesso a informazioni e preservativi per tutti. Quando parlerà in maniera diretta alle popolazioni più vulnerabili invece di promuovere messaggi e azioni fumosi, per niente mirati, incompleti, paternalisti, ipocriti. Quando affronterà pubblicamente i temi discriminazione e stigma, che colpiscono le persone sieropositive e l’intera popolazione scoraggiando il ricorso a test e prevenzione. Quando, in tempi di spending review, capirà che un’infezione evitata fa risparmiare non solo sofferenze, ma anche denaro. Quando?

Quanto prima ci auguriamo, perche’ questa è una trasmissione da interrompere prima possibile, senza scusarci

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