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Ci sono molti tipi di violenza.

C’ è quella che si manifesta in maniera più palese attraverso l’uso della forza.

E quella che penetra nell’anima delle persone attraverso l’uso delle parole.

Spesso gli effetti dell’ultima vengono poco considerati perchè non essendoci segni visibili sul corpo diventa meno decifrabile.

Negli ultimi mesi abbiamo assistito ad attacchi verbali violenti nei confronti di alcune donne.

Li abbiamo letti su alcuni articoli, dove sottilmente si cercava di minare la credibilità della donna vittima di stupro.

Il non rispetto della sofferenza e della vita altrui è violenza.

L’abbiamo visto diverse volte nei confronti delle giornaliste che parlano di violenza sulle donne.

Ieri è capitato ancora a Luisa Betti.

Il Giornale l’ha definita un avvoltoio femminista.

Luisa si è difesa bene da sola qui, nel suo blog su Il Manifesto.

Ma crediamo oggi più che mai che abbia bisogno di tutta la nostra solidarietà.

Tante persone si sono strette intorno a lei, noi ci uniamo al cerchio.

Perchè nessuno può essere il soggetto di tali calunnie, e Luisa merita rispetto per il suo lavoro di denuncia delle varie forme di violenza.

Chiudiamo con un commento di Daniele Vicari a un nostro tweet in cui si rivolgeva a Luisa:

Luisa continua la tua battaglia, anche se la stupidità in Italia cresce senza bisogno di pioggia.