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Ci sono dolori a cui non si riesce a scrivere la parola fine.

Ci sono dolori che non vengono rispettati e che devono essere sottoposti pure al dileggio di chi li ha provocati.

E’ successo alla famiglia di Federico Aldrovandi, abbiamo visto ieri con i nostri occhi, ne parla il Fatto Quotidiano qui.

Non riportiamo le offese inflitte, solo rileggerle ci provoca un fitto senso di nausea.

Vorremmo semplicemente che oggi questo Paese si mostrasse diverso, che riafiorasse quel paese sano che oltre a esprimere solidarietà a Patrizia Moretti e a Lino Aldrovandi sappia prendere le distanze da queste persone prive di umanità.

E sarebbe veramente importante che la prima persona a farlo fosse la ministra Cancellieri.

Attendiamo da lei una forte condanna a quanto accaduto.

E l’impegno a fare in modo che casi come quelli di Federico non si possano ripetere, introducendo nella nostra legislazione (come chiede Amnesty) il reato di tortura.

Noi non ci stancheremo di chiederlo.

Non smetteremo di indignarci di fronte al non rispetto del dolore.

Oggi, domani saremo sempre con la famiglia Aldrovandi.

Tocca a tutti noi proteggerli dalla società incivile.

Oggi ma anche nei giorni a venire ci stringiamo a Patrizia e Lino.

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