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Vorrei parlarvi di una scuola d’Italia.

Potreste immaginarla come una delle tante scuole dei nostrii figli.

Una scuola elementare o primaria, come la chiamiamo oggi, di una cittadina di provincia.

In questa scuola lavorano con entusiasmo un gruppo di insegnanti che quest’anno hanno voluto chiudere l’anno scolastico festeggiando.

L’hanno chiamata la ” Festa del Sole” ed hanno coinvolto tutti: bambini, genitori, collaboratori e chiunque avesse voglia di vivere la scuola in un pomeriggio di fine maggio.

Una giornata di entusiasmo e di allegria alla scoperta del tempo libero in un luogo dove tutti, grandi e piccini, hanno passato una parte della propria infanzia.

Un’organizzazione attenta al particolare ispirata dai progetti didattici svolti durante l’anno scolastico.

Abbiamo trovato “Merende sane” e Libri.

Abbiamo riscoperto i giochi all’aria aperta e l’allegria del giardinaggio, il mercatino degli oggetti realizzati dai bambini e la pesca di chincaglierie, il mercatino dei libri usati e la rappresentazione teatrale de La Spada nella Roccia, rigorosamente il lingua inglese.

Anche una bellissima mostra fotografica delle giornate dedicate alla pasqua ebraica e cristiana raccontava il percorso didattico dei nostri figli.

Ma, come nelle migliori tradizioni di una festa in compagnia, l’aspetto culinario è riuscito a coinvolgere tutti.

Un via vai di maestre, mamme e collaboratrici hanno imbandito una lunga e colorata tavolata di fantasiose ricette casalinghe. Dal dolce al salato, dalla panzanella alla macedonia.

Anche alcuni papà, incoronati maestri della grigliata, hanno dato il loro contributo ai palati più fini.

Ma sopratutto le donne hanno avuto il merito della riuscita di questa giornata.

Le maestre, le collaboratrici e le mamme.

Donne che hanno creato per questa giornata l’atmosfera di unione e condivisione.

Inutile negarlo, quando parliamo della scuola italiana il più delle volte se ne esce delusi, ma ieri la scuola italiana ha dimostrato che coinvolgere le famiglie dei nostri ragazzi è la ricetta migliore della partecipazione civile.

Insegnare ai nostri figli che partecipare è l’unico modo per vivere le istituzioni e non subirle.

Che la distanza dalle istituzioni si può accorciare, ma che dipende da noi.

La scuola penalizzata dalle soluzioni salva crisi (ci salveranno davvero?), si è inventata una ricetta alternativa per sopravvivere.

Lo ha fatto nel modo più semplice, diretto, sincero:

“Organizziamo una festa, tutti possiamo collaborare perchè riesca al meglio!”

La risposta delle famiglie è stata incoraggiante.

Speriamo ce ne siano altre di queste giornate.

Abbiamo davvero bisogno di sana, consapevole, energica e civile partecipazione.

Mamma Pipolev

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