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Abbiamo imparato tante cose in questo lungo anno.

Abbiamo imparato tante cose sulla Palestina.

Abbiamo imparato che la Palestina è uno stato non riconosciuto dalle autorità internazionali ma che in realtà esiste.

Esiste e resiste all’occupazione dei coloni Israeliani che continuano a costruire e ad espandersi senza rispettare le normative internazionali.

Abbiamo imparato che il governo Israeliano costruisce un muro per dividere i territori e per rinchiudere le persone.

I Palestinesi per poter uscire dai muri devono avere dei permessi speciali.E anche quando li hanno, spesso ai check point, i militari trovano scusanti per non farli passare.

I Palestinesi vivono in povertà e impedire loro di uscire dai muri equivale a non dargli la possibilità di provvedere al sostentamento delle loro famiglie.

Ad oggi il muro è lungo all’incirca 700 km.

Recentemente si è deciso di costruirlo con dei mattoncini, come a dare una giustificazione estetica.

Ma muro è e muro rimane.

E chi ci passa accanto non può far finta di non vedere.

Abbiamo imparato altre cose nel corso di quest’anno.

Abbiamo imparato che tra gli arrestati di quest’anno dalle autorità Israeliane 53 sono bambini.

Il più giovane ha 6 anni,si chiama Ali Dirbas.

Abbiamo imparato che le armi usate dai militari Israeliani sono armi bandite dal codice internazionale.

Abbiamo imparato che nell’assedio a Gaza del 2009 sono state utilizzate armi al fosforo bianco.

Abbiamo potuto vedere le immagini di bambini feriti da queste armi e non siamo più riuscite a togliercele dalla mente.

Abbiamo imparato che l’acqua che dovrebbe essere diritto di tutti, per il governo israeliano rappresenta un’ arma per portare allo stremo la popolazione palestinese.

Infatti in Palestina la rete idrica è totalmente insufficiente e, in aggiunta,  spesso i villaggi rimangono per interi giorni senza acqua.

Israele ha il controllo totale della rete idrica e fornisce acqua in quantità limitata ai villaggi palestinesi facendola pagare molto di più rispetto alla cifra che viene pagata da un israeliano.

Abbiamo imparato tante altre cose, che portiamo dentro di noi e che per quanto ci è possibile cerchiamo di diffondere.

Tutto questo l’abbiamo imparato grazie a Vittorio Arrigoni, che abbiamo iniziato a  conoscere solo dopo quel tragico 15 aprile.

L’abbiamo conosciuto attraverso le sue opere, le sue testimonianze.

L’ abbiamo compreso attraverso le testimonianze delle persone che hanno percorso un pezzo di strada con lui e che con generosità hanno voluto condividere e portare avanti il suo messaggio.

Abbiamo imparato tante cose, le abbiamo imparate grazie a Vittorio, alla sua famiglia,a chi l’ha conosciuto.

E da tutti loro abbiamo imparato una cosa fondamentale, a essere un po’ più umani e un po’ più liberi.

Il 15 aprile saremo a Bulciago e ci stringeremo a tutti coloro che sono diventati la voce di Vittorio.

Con il cuore e il pensiero saremo anche a Milano, Roma, Torino, in tutti quei posti dove le persone ricorderanno questo ragazzo straordinario, che ha risvegliato le nostre coscienze e che sicuramente confida ancora in ognuno di noi.

Confido in voi,
che confidate in me,
non per i morti
ma per i feriti a morte di questa orrenda strage.

Un abbraccio grande come il Mediterraneo che separandoci, ci unisce.

Restiamo umani.

vostro mai domo

Vik

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