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……. solo per un istante proviamo a portare il ricordo all’attimo in cui abbiamo saputo di attendere un figlio!
Una vita nuova che per nove mesi batte sincrona con la nostra!

Ogni nostro respiro è il respiro di quel batuffolo che giorno dopo giorno cresce con i nostri sogni e i nostri progetti futuri!
Il piccolo essere non sbircia ancora nel mondo ed è già un’estensione del nostro essere, di quello che siamo o ancor di più di quello che saremmo volute essere!
Nascondiamo tutto dietro la parola “amore” ma solo dopo ci rendiamo conto di essere state egoiste!

A fin di bene certamente, ma egoiste!
Il piccolo essere diventa grande e tu passi anni ad insegnargli cosa sia giusto o sbagliato, diventi la madre spacciatrice di saggezza e consigli, che vuole un figlio felice!
Poi un giorno ti capita tra le mani un libro di Gibran e l’occhio cade su una poesia che recita:

“I vostri figli non sono i vostri figli.
Sono i figli e le figlie della brama che la Vita ha di sé.
Essi non provengono da voi, ma per tramite vostro,
E benché stiano con voi non vi appartengono.
Potete dar loro il vostro amore ma non i vostri pensieri,
Perché essi hanno i propri pensieri.
Potete alloggiare i loro corpi ma non le loro anime,
Perché le loro anime abitano nella casa del domani, che voi non potete visitare, neppure in sogno.
Potete sforzarvi d’essere simili a loro, ma non cercate di renderli simili a voi.
Perché la vita non procede a ritroso e non perde tempo con ieri.
Voi siete gli archi dai quali i vostri figli sono lanciati come frecce viventi.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito,
e con la Sua forza vi tende affinché le Sue frecce vadano rapide e lontane.
Fatevi tendere con gioia dalla mano dell’Arciere;
Perché se Egli ama la freccia che vola, ama ugualmente l’arco che sta saldo”.

Pensi come sia possibile che quel figlio non ti appartenga!
Eppure c’è una donna che secondo me è andata ancora oltre il normale amore che si nutre per un figlio!
Una donna che ha così amato tanto da lasciare che i suoi figli si rendessero padroni delle loro vite, mettendole a disposizione degli altri anche se in luoghi e situazioni diverse ma sempre condividendo un senso di rispetto e di giustizia per il prossimo che, quasi un anno fa, le portava via un figlio.
Da un anno questa donna è l’estensione del figlio e continua ad agire in nome e per suo conto.
Ci ha reso partecipi del suo rapporto con il figlio e di quanto fino a quel momento non si conosceva o si conosceva in parte!

Una voce ferma e pacata che ha avuto forza più un grido di dolore!
Una forza che ha volte ha lasciato sbigottiti!
Una costanza che arriverà prima o poi a far luce sul buio che altri cercano di mantenere!
Un amore che è andato oltre la morte e che se l’ha privata della gioia di un sorriso e di uno sguardo di complicità, le ha dato ricordi stupendi che le accarezzano in ogni istante il cuore!

Grazie per quanto ci ha insegnato Signora Egidia!

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