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Un articolo di  radio press,  comparso nella giornata di ieri,  informa che a partire dal 1 giugno fino al giorno 20 si svolgeranno in Sardegna esercitazioni militari in grande stile.

Cio’ nonostante:

–          da 50 anni la Sardegna sia “bersaglio militare” con ben 24mila ettari di territorio, mentre nel resto dell’Italia tale servitù impegna complessivamente solo 16mila ettari. Inoltre considerando complessivamente servitù militari ed aree demaniali connesse, le aree territoriali impegnate sono ben  35 mila gli ettari. Con questo primato l’isola detiene quindi l’80 per cento del territorio italiano complessivamente riservato a questi scopi. In aggiunta, durante le esercitazioni, viene interdetto alla navigazione, alla pesca ed alla sosta uno specchio di mare di oltre 20 mila chilometri quadrati intorno all’isola, poco meno della sua stessa superficie.

–          La conclusione delle ben note indagini del Procuratore di Lanusei, dott. Domenico Fiordalisi sul caso Quirra, che vede venti indagati: sei ex comandanti del poligono di Perdas, due responsabili del distaccamento a mare di capo San Lorenzo, quattro esperti dell’Università di Siena (avrebbero taciuto sulle quantità di torio ritrovate nei terreni, in alcuni punti 35 volte superiori al fondo naturale del terreno), tre membri della commissione Difesa (i controllori del lavoro dell’Ateneo toscano), due chimici della Sgs di Torino (accusati di aver detto il falso quando hanno assolto dall’accusa di inquinamento le attività militari), il sindaco di Perdasdefogu e il medico competente della base per aver ostacolato le indagini.

–          Le numerose richieste ed interpellanze della politica locale che ripetutamente ha chiesto una rapida riduzione dei territori occupati da attività militari ed una pronta bonifica degli stessi.

Ovviamente la curiosità ci ha spinto a vedere cosa recita l’ordinanza del Comando Militare della Sardegna che abbiamo trovato nascosta tra le pieghe della rete, in un comunicato stampa del dott. Bustianu Compostu, leader di   Sardigna Natzione:

ORDINANZA N. 12/2012 PER LO SVOLGIMENTO DI ESERCITAZIONI «A FUOCO”

CONSIDERATA la necessità prospettata dal poligono sperimentale interforze del SALTO DI QUIRRA di svolgere esercitazioni di tiro con armi, lanci di razzi e missili, artiglierie nei giorni 1-4-5-6-7-8-11-12-13-14-15-18-19-20 GIUGNO 2012 nella zona denominata poligono “SALTO DI QUIRRA”.

DISPONGO per motivi di pubblica incolumità:

lo sgombero di persone (non interessate all’esercitazione) ed animali, dalle ore 07:00 alle ore 01:00 dell’area delimitata dai seguenti allineamenti: …… nei comuni di: PERDASDEFOGU, ESCALAPLANO, ARMUNGIA, TERTENIA, VILLAPUTZU, BALLAO, JERZU, VILLAGRANDE STRISAILI, ARZANA, ULASSAI.

Quindi in osservanza a questa disposizione i cittadini dovranno lasciare le loro case dalle 7 alla 1 per quasi 20 giorni consecutivi e mettersi in sicurezza. Una sorta di fermi tutti c’e’ la guerra ad ore con qualche giorno di legittimo riposo, visto che si stanca anche  chi la guerra la fa.

Sarebbe interessante anche sapere se qualcuno ha previsto  luoghi di raccolta o concentramento per queste persone   e chi si farà carico del loro trasporto verso aree sicure poiché,  in una regione povera come la terra sarda, non tutti hanno disponibilità di mezzi propri.

E per gli animali che fare?

L’ordinanza di poche righe invita allo sgombero, anche loro dovranno cedere i loro pascoli alle esercitazioni per non diventare obbiettivi viventi o vittime casuali di una guerra ad ore.

Sembra di vedere  questa enorme carovana di mucche, cavalli, pecore, capre, maiali, cani, gatti e, parafrasando il titolo di un romanzo di Vitali, galline comprese,  che ogni giorno all’alba emigra verso territori sicuri, per rientrare a notte fonda nei loro pascoli.

Ci sarebbe da chiedersi legittimamente come saranno questi pascoli e se ci sarà una bonifica quotidiana per evitare  a tutti noi di mangiare latte, formaggi ed uova al torio o all’uranio impoverito.

http://www.radiopress.it/2012/04/quirra-a-giugno-riprendono-le-esercitazioni-cumpostu-sni-altro-veleno-per-i-sardi/

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