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Terremoto: evento naturale con risvolti sociali ingenti che implica un coinvolgimento politico atto a regolare una gestione dei compiti nella ricostruzione.


Terremoto all’Aquila: evento naturale che ha scompaginato la vita associata ma che è stata fonte per la compagine politica di arricchimento e consenso per guadagnare voti!

Una Commissione Grandi Rischi invitata da Bertolaso a mantenere basso il tono degli allarmismi dopo sei mesi di scosse continue e ingravescenti nel grado e nella frequenza;
189 inchieste per 18 edifici crollati con 150 vittime, delle complessive 309,  per imperizia e negligenza umana;
otto miliardi intrappolati nella burocrazia;
27.000 persone che non riescono a tornare nelle loro case e circa 400 ancora ospitate negli alberghi;
lo scandalo sulle bare per i funerali Stato;
una Curia indagata per favoreggiamento;
infiltrazioni mafiose negli appalti;
14 miliardi per isolatori sismici del progetto C.A.S.E non ritenuti a norma;
lo scandalo per i bagni chimici….

C’è un libro che amo!

A scriverlo un aquilano D.O.C! Lo storico Giuseppe Caporale!


Nelle prime pagine il sunto lucido di ciò che il terremoto di tre anni fa è stato per la mia città e per i suoi abitanti.
Ve ne faccio partecipi in quanto profondamente convinta che il dolore di una città trovi giustizia nei fatti e non nelle frasi di circostanza che in queste occasioni si rispolverano e che la memoria di coloro che non ci sono più viva nel rispetto che si porta a chi è rimasto e combatte anche per loro!

«C’è un buco nero sulla mappa dell’Italia. Una macchia scura proprio al centro, nel cuore del Belpaese: si chiama L’Aquila.
Si disse da subito che fu il terremoto a distruggere tutto, che si trattò soltanto di una disgrazia.
Ora si sa che il terremoto fu l’effetto ma non la causa. 
Ora si sa che L’Aquila – ancor prima della scossa letale – era già sprofondata in una voragine melmosa di corruzione e malaffare, dove per decenni si era costruito risparmiando sul cemento, falsificando i progetti, violentando il territorio.
Ora si sa che la parola “rischio sismico” era stata usata solo per succhiare fondi pubblici, che le tangenti erano la prassi e le clientele erano l’unica strada per trovare un lavoro.
Si sa che, dopo il terremoto, gli sciacalli sono arrivati da fuori, con la complicità delle istituzioni; che si è offerto il cadavere della città alla malavita organizzata, alle cricche, alle lobby, trasformando una tragedia nel più grande appalto pubblico della storia d’Italia del nuovo secolo

da “Il buco nero
di Giuseppe Caporale

 

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