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C’è una lacrima che  mi accompagna quando il cuore mi esplode nel sentimento che mi provoca la storia di Vik.

E’ da quel 15 aprile dello scorso anno che non riesco a spiegarmi come,  questo ragazzo abbia potuto infrangere il controllo dell’emozione che si scatena in me quando mi avvicino alla sua vita.

E stamattina è successo di nuovo.

Io non sono nessuno, non conosco nessuno, ho una vita normale, sono una donna qualunque, una  mamma qualunque,  ma quel 15 aprile ho deciso di essere un mezzo.

Ho assunto il ruolo di condivisione.

Leggo, cerco, trovo notizie e condivido.

Posso fare solo quello.

Non so fare altro, non posso fare altro.

Mi accontento del mio piccolo incarico che mi sono impartita.

Ma non nascondo di aver provato, nei giorni scorsi, la  sensazione di inutilità e di impotenza di fronte alle immagini ed alle notizie dei nuovi attacchi di Israele al popolo palestinese.

Non mi interessa la ragione, non mi interessa la versione dei fatti, non mi interessa la precisione bellica.

Mi interessa la violenza.

So solo che più  cerchi notizie, più ne sai.

Più ne sai, più ci stai male. Più ci stai male, più credi di essere impotente, e invece quando capisci che sei un mezzo di informazione e che ti temono più di quanto immagini, allora trovi la forza di continuare.

E stamani quella forza ha avuto un supporto morale inaspettato.

La signora Egidia, mamma di Vittorio, ha scritto queste parole, intense,  che riempiono il momento di sconforto e spengono la paura di arrendersi.

Grazie signora Egidia, grazie di cuore.

Io sono una di quei migliaia e la ringrazio per le sue parole.

Dalla bacheca di Egidia Beretta, madre di Vittorio

” RICORDANDO VIK

Arriverà presto quel 15 di Aprile, troppo presto e sarà già un anno da quando non ci sei più.

Spenta la voce, spento il sorriso, spenta quell’amarezza intrisa di ironia con la quale sapevi scrivere anche i pezzi più duri, spenti i gesti delle tue forti braccia che parevano invincibili quando ti facevi scudo umano e ci indicavi il cammino.

Ma noi ci siamo e ci saremo, sempre.

Siamo migliaia, dalla tua amata Palestina al mondo.

Testimoni che hanno raccolto la tua Utopia e la stanno diffondendo, proprio come volevi, senza confini, senza barriere, senza bandiere.”

Grazie.

Pipolev Depauer

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