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Sarebbe utile avere tempo per sviscerare dai sostantivi il loro significato profondo!
Il tempo stringe e le lancette scandiscono ritmi frenetici di vita.
Un esempio:

Mancanza di finezza, educazione, signorilità. Comportamento, espressione accentuatamente grossolana e offensiva del buon gusto e della buona educazione.”
La definizione di una componente fondamentale della società attuale? Appare quasi cacofonica: VOLGARITA‘!
Uno scambio di amorosi sensi tra volgarità sociale e mediatica che diventa corpo unico.

Una scatola sonora che diventa il circolo anti virtù per eccellenza quando volgarità e maleducazione si compenetrano.

Ma quando accade?

Accade quando un linguaggio scurrile distrugge antropologicamente il concetto di uomo; quando la donna si trasforma in femmina degna solo di ammiccanti e l’uomo veste i falsi abiti del padrone emancipato; quando in certe trasmissioni vengono esaltate squallide relazioni amorose per alimentare gossip e strumentalizzare dibattiti, quando nei telegiornali si ascoltano interviste che mistificano la volgarità con il perbenismo dell’indignazione.
E quindi la volgarità diventa anche elemento di trasformazione totale della realtà e dei suoi contenuti.

Diventa volgarità e inganno dei sentimenti e dei fatti: parole inganne­voli, immagini squallide e truccate, slogan beceri che danno una immagine del mondo mediocre ed appiattita.

E questa volgarità si riproduce e diventa padrona coinvolgendo in men che non si dica tutti. Volenti o nolenti!
Pensate al posto di lavoro, chi di voi può dire di non essersi uniformato a quello che viene definita ” Linea di condotta generale “, fatta di doppiezza nei comportamenti, di sudditanza a quel potere che, sostituendosi alle capacità di ognuno, ci fa credere in una facile carriera e di quel silenzio accondiscendente e colpevole quando riceviamo benefici per i quali non ci siamo adoperati con correttezza nei confronti dei colleghi.

Volgarità anche questa alla quale basterebbe opporsi con un comportamento che vada ” in direzione contraria ed ostinata ” ma non non tutti abbiamo coraggio sufficiente e soprattutto non va di essere additati dalla massa come “diversi“.
Per un fenomeno dilagante serve come per la Nutella una forte pubblicità.

Serve, come direbbero i piu’,  lo sponsor.

E’ passato da tempo il periodo degli sportivi e delle veline in copertina e poco riscontro avrebbe in questo periodo di inciuci e scandali sportivi.

Ci vuole di piu’, l’optimum!
Eccoli allora i politici, loro della volgarità usano l’arroganza e la prepotenza, della prepotenza ne fanno mezzo per diventare potenti e ricchi e controllare masse di persone asservite e annichilite.
Con loro i manager, quelli che sfoggiano il lusso a buon mercato senza un briciolo di buon gusto e che, generato dal potere che la ricchezza esercita sulle masse, trovano folle pronte ad ammirarli.

Ancora attuali i boxer che un noto paparazzo buttò dal balcone di casa a folle di ragazze in delirio…..
A questi comportamenti che, al posto della ribellione suscitano desiderio di emulazione, si uniscono le parole che recipite ancora piu’ velocemente si trasformano in un modus vivendi che dilaga in un attimo.
Volgarizzazione della specie! Siamo arrivati!


Fatti ed idee che riempiono il quotidiano al punto tale da restare, di fronte ad un fenomeno aberrante come lo stupro, indifferenti se si legifera che chi si macchia di tale reato non deve necessariamente finire in carcere ma basta un pò di sana rieducazione in un centro all’aria aperta con asini e maiali da accudire!
E giammai scandalizzarsi!

Rischi di sentirti dire “sei retrograda tu“, magari anche da una di quelle donne emancipate, dicono loro, o peggio ancora se di uomo trattasi ” siamo maschietti, che cosa ci possiamo fare!
Niente in ef­fetti, si può fare, almeno sino a quando, il popolo stesso, trasformato per ora in volgo, non riuscirà di nuovo a percepire la differenza tra la bellezza e l’orrore, in fon­do, come sempre, tra il bene e il male.

C’e’ proprio bisogno immediato di un’altra musica

una Donna

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