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La verità è tanto più difficile da sentire quanto più a lungo si è taciuta” (Anna Frank).

Milioni di donne furono perseguitate e uccise durante l’ Olocausto.

Non furono prese di mira solo le donne ebree ma anche le donne Rom e tutte coloro che avevano difetti fisici o mentali.

Il più grande campo di concentramento femminile fu quello di Ravensbrük.

In questo campo tra il 1938 e il 1945 furono incarcerate 100.000 donne.

10.000 donne vennero uccise con il gas: donne ritenute pazze, donne malate e anziane.

Il campo di Ravensbrük fu conosciuto come “l’inferno delle donne“. In questo inferno morirono 92.000 persone.

Nel 1942 venne costituito un campo femminile ad Auschwitz.

Le donne in stato di gravidanza e le madri dei bambini piccoli venivano catalogate come inabili al lavoro e venivano mandate a morire subito nelle camere a gas.

Ad Auschwitz i nazisti effettuarono stermini di massa di donne rom.

Nell’ operazione denominata Eutanasia uccisero donne disabili.

E tra il 1943 e il 1944 la loro furia omicidia si abbattè in villaggi dell’ Unione Sovietica nei confronti di donne che facevano parte di unità partigiane.

I medici e i ricercatori nazisti usarono spesso donne ebree e Rom per esperimenti sulla sterilizzazione e per effettuare altri tipi di ricerca.

La prima serie di esperimenti riguardò farmaci per la cura delle infezioni dei soldati al fronte.

Le donne internate nei campi venivano ferite e infettate.

Nelle ferite venivano spesso introdotti pezzi di legno o di vetro per arrivare alla cancrena.

A questo punto venivano curate con i farmaci e in questo modo se ne testava l’ efficacia.

Altre donne subirono amputazioni per ricerche sulla possibilità di trapiantare ossa e nervi.

Ad altre, sempre per questo tipo di esperimenti, venivano spezzati gli arti.

Le sterilizzazioni vennero effettuate su donne zingare per testare nuovi metodi basati sulla chirurgia e i raggi x.

Ad Auschwitz il professor Clauberg inventò un nuovo metodo per sterilizzare le donne che consisteva nel praticare una spruzzatina di un liquido sterilizzante sul collo dell’utero.

Questo metodo provocava dolori intensissimi ed emorragie diffuse ai genitali. Lo scopo finale di questi esperimenti disumani era la sterilizzazione di milioni di persone considerate indesiderabili per il nuovo ordine mondiale prospettato da queste menti malate.

Spesso sia nei campi che nei ghetti le donne venivano stuprate.

Per non essere costrette ad abortire le donne cercavano in tutti i modi di nascondere lo stato di gravidanza. Altrettanto spesso le donne venivano forzate a prestazioni sessuali in cambio di cibo.

In queste situazioni disumane nacquero gruppi di mutua assistenza.

Le donne incarcerate si scambiavano informazioni, cibo e indumenti e questo permetteva a volte la sopravvivenza.

Molte di queste donne secondo le testimonianze si strinsero insieme attraversate da un forte sentimento di solidarietà e questo fu un input importantissimo che aiutò molte a non lasciarsi andare.

Altre donne si salvarono perchè furono destinate nei reparti di sartoria, nelle cucine o nelle lavanderie.

Riportiamo uno stralcio della testimonianza di Ida Desandrè riguardo a quanto avveniva nel campo di Ravensbrück

Nel campo di Ravensbrück eravamo tutte donne: giovani, vecchie… Insomma, c’era un po’ di tutto, ma solo donne.

In questo campo sono stati fatti anche degli esperimenti sulle prigioniere. Esperimenti anche molto terribili. Quello che è stato fatto a me, come a tante altre – c’è qualcuno che lo ricorda con più precisione, c’è qualcun altro che lo ricorda un po’ meno – comunque ci veniva tolto il ciclo mestruale, e allora… A chi mettevano qualcosa nel mangiare… A qualcuna qualcosa nel mangiare… Invece a tante altre veniva… Ti mettevano su un tavolo e ti veniva iniettato, direttamente… Un liquido molto irritante: questo liquido ci ha tolto le mestruazioni. Da quel momento sino a quando non sono tornata a casa, anzi un periodo di tempo dopo che sono rientrata a casa, non ho più avuto le mestruazioni.

Togliendoci, appunto, il ciclo mestruale – questo era un problema molto grave per la donna – ma i nazisti sapevano benissimo le conseguenze di tutto questo perché loro dicevano che noi eravamo come degli schiavi, e che gli schiavi si riproducono troppo in fretta, come i topi, perciò certamente anche in questo senso cercavano in un modo di eliminare il più possibile le persone. Anche nei nostri riguardi, che non avremmo potuto magari più procreare, più avere figli.

Questo penso che sia stato lo scopo di questo esperimento, e anche soprattutto, per vedere l’effetto sulla donna, togliendo il ciclo mestruale… L’effetto che poteva fare. L’effetto è stato quello che poi i nostri corpi si sono riempiti anche di grossi foruncoli: foruncoli sempre pieni di pus… E poi anche i pidocchi… I pidocchi si accompagnavano benissimo coi foruncoli.

Oltre agli esperimenti, poi, le selezioni… Ci sceglievano per portarci fuori del campo di Ravensbrück. Perché il campo aveva i campi satelliti, diciamo i campi di lavoro, sono intervenuti degli industriali tedeschi e ci hanno scelte.”

(http://www.testimonianzedailager.rai.it/testimoni/test_02.asp)

È stato emotivamente difficile raccogliere queste informazioni.

E crediamo sia stato difficile anche per voi arrivare alla fine di questo post.

Ma come sempre tra sapere e non sapere vogliamo sapere.

Anche se tutto questo ci lacera dentro.

Nella speranza che attraverso la conoscenza e la memoria storica il mondo non debba più rivivere queste atrocità.

DonneViola

Fonti:

http://www.storiain.net/arret/num80/artic2.asp

http://it.wikipedia.org/wiki/Campo_di_concentramento_di_Ravensbrück

http://www.testimonianzedailager.rai.it/testimoni/test_02.asp)

www.testimonianzedailager.rai.it


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