Tag

, , ,

Mamma svegliati! Mamma, mamma dai svegliati! Voglio andare a vedere se è arrivata la Befana!

Mi prende per mano; ogni anno mi prende per mano e mi trascina in soggiorno.

Quel suo sentimento misto di curiosità e paura mi fa tornare bambina.

Lo stesso brivido che provavo io.

Ha sei anni Mimmi, così la chiamo io dal primo secondo che l’ho vista. La sera prima ha preparato con cura la tazza di latte e un bel po’ di biscottini. La sua calza è grandissima, rossa e decorata.

Apriamo la porta pian pianino e voilà: Mammaaaaaaaaa è passata! Guarda c’è la calza tutta piena!!!

La prende e la scaravolta in terra.

Dio quanto è bella!

Con quegli occhi grigi di mia nonna che brillano di gioia e le manine che rompono l’incarto del regalo che nasconde la sua prima bicicletta senza rotelle.

Non la dimenticherò mai la Befana del 2009.

Belli i miei ricordi vero?

Oggi mi vergogno un po’ della mia sonnolenza di quel tempo, della mia coscenza apatica. Della mia indolente ignoranza. Perchè oggi so e non posso far finta di non sapere che c’è stata un’Epifania violenta e criminale che non ha avuto risonanza mediatica come avrebbe dovuto essere.

Nel silenzio senza decenza del giornalismo del terzo millennio, è riuscita a passare inosservata.

Non c’era la Befana a Gaza quel 6 gennaio del 2009; io dormivo nel mio mondo ottuso, mentre il pacifista Vittorio Arrigoni scriveva questo:

Fino a questa mattina si contavano 650 morti, 153 bambini uccisi, più di 3000 i feriti, decine e decine i dispersi. Il computo delle morti civili in Israele, fortunatamente, rimane fermo a quota 4. Dopo questo pomeriggio il bilancio sul versante palestinese va drammaticamente aggiornato, l’esercito ha iniziato a bombardare le scuole delle Nazioni Unite. Le stesse che stavano raccogliendo migliaia di sfollati evacuati dietro minaccia di un imminente attacco. Li hanno scacciati dai campi profughi, dai villaggi, solo per raccoglierli tutti in un unico posto, un bersaglio più comodo. Sono tre le scuole bombardate oggi. L’ultima, quella di Al Fakhura a Jabilia, è stata centrata in pieno. Più di 40 morti. In pochi istanti se ne sono andati uomini, anziani, donne, bambini che si credevano al sicuro dietro le mura dipinte in blu con il logo dell’ONU. Le altre 20 scuole delle nazioni unite tremano. Non c’è via di scampo nella striscia di Gaza …….

E cosi scriveva Vittorio il giorno successivo, il 7 gennaio 2009:

Prendi dei gattini, dei teneri micetti e mettili dentro una scatola” mi dice Jamal, chirurgo dell’ospedale Al Shifa, il principale di Gaza, mentre un infermiere appoggia per terra dinnanzi a noi proprio un paio di scatoloni di cartone, coperti di chiazze di sangue. “Sigilla la scatola, quindi con tutto il tuo peso e la tua forza saltaci sopra sino a quando senti scricchiolare gli ossicini, e l’ultimo miagolio soffocato.” Fisso gli scatoloni attonito, il dottore continua “Cerca ora di immaginare cosa accadrebbe subito dopo la diffusione di una scena del genere, la reazione giustamente sdegnata dell’opinione pubblica mondiale, le denunce delle organizzazioni animaliste…;” il medico continua il suo racconto e io non riesco a spostare un attimo gli occhi da quelle scatole poggiate dinnanzi ai miei piedi. “Israele ha rinchiuso centinaia di civili in una scuola come in una scatola, decine di bambini, e poi l’ha schiacciata con tutto il peso delle sue bombe. E quale sono state le reazioni nel mondo? Quasi nulla. Tanto valeva nascere animali, piuttosto che palestinesi, saremmo stati più tutelati.”

A questo punto il dottore si china verso una scatola, e me la scoperchia dinnanzi. Dentro ci sono contenuti gli arti mutilati, braccia e gambe, dal ginocchio in giù o interi femori, amputati ai feriti provenienti dalla scuola delle Nazioni Unite Al Fakhura di Jabalia, più di cinquanta finora le vittime. Fingo una telefonata urgente, mi congedo da Jamal, in realtà mi dirigo verso i servizi igienici, mi piego in due e vomito

Ora, io so che anche questa serà aiuterò Mimmi a preparare la tazza di latte con i biscottini per la Befana, ma vorrei, sinceramente, che quest’anno la vecchia Signora passasse solo dalle parti di Gaza perchè qui, i nostri bambini troveranno molto più di quel che hanno chiesto, mentre laggiù, ai bambini di Gaza, bastrebbe la PACE.

Pipolev Depauer