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Prima della fine del mondo mi piacerebbe vedere più donne competenti nei luoghi dove si decide del futuro del nostro paese.

Mi piacerebbe presentarmi ad un colloquio di lavoro senza che mi venga posta la fatidica domanda: “Lei ha figli?

Ha intenzione di farne nei prossimi anni”?

Mi piacerebbe venisse penalizzata la pratica delle dimissioni in bianco.

Mi piacerebbe che non vi fosse disparità di stipendio tra le donne e gli uomini che hanno le stesse competenze.

Vorrei, prima della fine del mondo, che quando in televisione passano immagini di donne che hanno un lembo di stoffa sulla pelle venisse naturale a tutti cambiare canale.

Vorrei che i giornali, che si sono uniti alle lotte delle donne in questi anni, la smettessero di pubblicare sulle proprie testate immagini di donne ammiccanti.

Vorrei vedere sugli stessi quotidiani più notizie e meno gossip.

Vorrei, prima della fine del mondo, che facessero meno notizia le varie Nicole Minetti e le varie Sara Tommasi e risuonino più forte le voci delle operaie della Omsa, che da pochi giorni sono state licenziate in massa.

Vorrei, prima della fine del mondo, che venisse dato il giusto peso alle parole.

Che quando una donna viene uccisa non venga definito delitto passionale (perché, come è stato scritto su molti blog, la passione è un’altra cosa) e che quando un operaio perde la vita sul posto di lavoro non venga definita morte bianca perché il bianco è il colore della purezza e in queste vicende non c’ è niente di puro.

Vorrei che le donne come Ilaria Cucchi, Patrizia Aldrovandi e tutte coloro che hanno perso un familiare perché ucciso dallo stesso stato che li aveva in affidamento, possano trovare giustizia.

Vorrei che a Vittorio Arrigoni venisse dedicata una via nelle maggiori città e che non si sentisse invece più parlare di vie dedicate a personaggi ambigui.

Vorrei che tutte le storie venissero corredate da nomi. Perché in ogni storia vi è una persona ed ogni persona ha un volto.

Tutto questo, se possibile prima della fine del mondo.

Tutto questo per poter vivere degli anni in cui si ritrovi l’umanità perduta, degli anni in cui il mondo sia governato più dai sentimenti che da calcoli strategici.

Questo il mio augurio per il nostro 2012.

Marta

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