Si parla senza fine di globalizzazione,  mercati,  borse,  spread,  crisi,  titoli,  bund,  rendimento,  ribassi,  rialzi,  macerie,  crisi parziale e globale . L’America urla,  l’Europa crolla e noi siamo ancora a parlare di categorie.

Il dizionario indica :
– concetto che indica le diverse relazioni che possiamo stabilire tra le nostre idee
– complesso di cose o persone raggruppate secondo un criterio di appartenenza ad uno stesso genere
– tipo, classe.
e conclude: dal latino tardo,  sostantivo femminile singolare.
E’ qua casca l’asino perchè ieri sera,  in barba a tutti gli esimi  ” figuri”  del nostro parlamento,  il nuovo capo del governo ha deciso di ascoltare la categorie delle donne.

Panico nel Paese!

Le donne hanno iniziato a chiedersi quale fosse la categoria interessata!
Perche’ come tutti ormai sapranno,  le donne non rappresentano una parte del tutto , ma una parte distaccata dal tutto e sempre per una sorta di discriminazione , radicata nella mente delle persone, ce ne sono di vari tipi:

 

Fighette,  Belle,  Gnocche,  Cozze,  Isteriche,  Donne in carriere,  Casalinghe,  Zitelle,  Zitelle brutte,  Zitelle acide e Acide sposate,  Mogli,  Rozze, Suore e infine le Tipe che rappresentano una ulteriore categoria che non ha nulla in se delle precedenti e da sempre fanno gruppo a se.

 

Ci sarebbero poi per ognuna delle categorie delle sottocategorie in relazione alle varie sfumature che si potrebbero cogliere ma meglio tralasciare.
Continua ad apparire evidente che la donna non riesce ad essere inserita in un processo di globalizzazione della societa’.

E’ sempre in serie B,  in continua lotta per la promozione e per giocare almeno una volta una partita ad armi pari.
E sembra strano come non si riescano a percepire le loro conquiste.
In questi decenni le donne hanno dimostrato grande forza e responsabilità  facendosi carico di scelte ed azioni che non poco hanno influenzato il corso degli eventi politici e sociali nel nostro Paese.

Sono state le sole che hanno saputo riempire le piazze per manifestare, in modo civile e fermo, contro l’esaltazione di valori e principi amorali ed immorali,  le sole che potrebbero con alto senso di responsabilità lavorare e proporre piani d’intervento per risanare problemi irrisolti e invece sono le uniche che hanno bisogno di qualcuno che parli al posto loro perche’ non e’ ancora concepibile che le donne, in un sistema politico impregnato di maschilismo, possano essere parte viva e responsabile in un processo di cambiamento.

C’e’ qualcuno che riesce a pensare che esistano solo dei cervelli diversamente propositivi da quelli maschili?


Dubito molto!  E allora bisognerà  legiferare per dare una serie di colori a tutte quelle categorie che compongono la nostra società:
Donne: rosa
Uomini: blu
Omossessuali: lilla
Portatori di handicap: blu scuro
Clero : nero o marrone a seconda dell’ordine
Poveri : neri piu’ per sfiga che per altro
Ricchi : giallo oro
Assegnati i colori bisognerà cambiare anche l’aggettivo:  non piu’ società civile ma SOCIETA’ DELLE QUOTE  (società dei colori potrebbe apparire poco seria come definizione)!
Rimane solo da decidere, mentre tutto intorno affonda, in che ordine affogare!


I numeretti si possono prendere nell’apposito distributore a sinistra delle scialuppe di salvataggio.

Nina

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