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Egregio Presidente
Sono una donna e sono indignata.
Oggi ho raschiato il barile della stanchezza morale.
Non credo sia possibile che in Parlamento, luogo preposto alla decisione della vita degli Italiani, una parlamentare venga fatta oggetto di certe frasi sessiste e di una volgarità allucinante.
Non lo reputo tollerabile nella vita di tutti i giorni, si figuri in parlamento.
Non reputo nemmeno tollerabile che in una giornata così carica di dolore, come quella che Lei ha ricordato con commoventi parole oggi, i deputati al governo non abbiano il minimo senso del pudore e passino il tempo a raccontarsi barzellette. Queste persone rappresentano noi e noi siamo pieni di dolore per le donne che hanno perso la vita a Barletta.

Da questi deputati noi non abbiamo sentito una parola di cordoglio nei confronti di queste vittime. Non abbiamo sentito da parte di nessuno di loro una analisi sul problema del lavoro in nero e degli incidenti sul lavoro.
Io sono indignata!

Ma non solo. Sono anche stanca, stanca di questa mancanza di moralità che imperversa in parlamento e che trova la sua massima rappresentazione nel capo del governo.
Ancora oggi noi donne abbiamo dovuto sentirci mercificate in una battuta, come se il mondo girasse intorno alla bellezza, ai rapporti sessuali. Come se noi donne non fossimo altro che questo, mere figure di attrazione su cui puntare un nome di partito.
Sono stanca ma non solo. Sono esasperata e come me credo altre donne che non ce la fanno più a dover subire il degrado morale del parlamento che si irradia di conseguenza in tutta la società.
E’ tempo di far cessare tutto questo.

Ci metta una parola anche Lei, se possibile anche più di una.
Io da parte mia non ci sto più a tacere. Alzerò la voce come l’onorevole Cordurelli, alla quale vorrei esprimere la mia solidarieta’ come donna e come lavoratrice e non accetterò che nessun uomo si ponga nei miei confronti con certi toni.

Non lo accetto sulla mia persona, non lo accetto su nessuna donna.
La ringrazio per avermi dedicato il suo tempo, spero di essere riuscita a trasmetterle tutto il mio disagio.

Io amo il mio paese, non ce la faccio più come tanti altri a vederlo ridotto così.
Marta Proserpio