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Ogni persona ha probabilmente depositato nel suo archivio del cuore un momento che a distanza di anni riesce a respirare di nuovo; basta un semplice profumo e si torna indietro nel tempo.

Il mio momento del cuore rivive a Bonzeno, un piccolo paesino arroccato sulle montagne che si affaccia sul Lago di Lecco.

Bonzeno

Ogni estate i nostri nonni caricavano la macchina dei generi di prima necessità e si partiva tutti insieme per trascorrere il periodo estivo nella casa che da parecchi anni affittavano a un prezzo modico.

Il viaggio era un’ avventura. Il nonno guidava la 126 con un andamento lento che oggi risulterebbe a rischio di multa,la nonna per farci passare il tempo ci inventava storie sulle streghe. Ogni galleria era la casa di una strega e non appena si entrava nella montagna sentivamo il cuore salire in gola.

Il momento più saliente era quando si passava da Fiume Latte, una località dove dalla montagna sgorga il fiume più corto d’Italia.Un piccolo corso d’acqua che si riempie grazie alle pioggie abbondanti formando una schiuma lattea.

Ogni volta viveva in noi la curiosità di vedere se il fiume fosse pieno o vuto; lanciavamo scommesse che i nostri nonni alimentavano giocando al rilancio.

Dopo essere passati da lì eravamo consapevoli che la meta era vicina. Arrivavamo sul piazzale di Bonzeno accaldati,sudati ma con il desiderio immenso di ripercorrere quei viottoli di ciotoli che ci avrebbero portato al nostro luogo di destinazione.

Partivamo con le nostre gambette facendo 3 gradini alla volta e aiutando a portare le borse che erano state preparate per la nostra permanenza.

Si apriva la casa e ogni anno si sentiva lo stesso odore di chiuso. Quell’ odore di chiuso che provocava in noi piacere perché fondamentalmente sapevamo che la casa era stata lì ad aspettare noi.

E ogni anno tutto intorno riprendeva a vivere con l’arrivo degli zii, dei cugini, di tutti quelli che si trovavano a passare di lì.

La casa riprendeva colore attraverso la condivisione,le risate,il semplice stare insieme.

Non si aveva molto, ogni famiglia aveva i suoi problemi ……ma si aveva Noi.

Io e i miei cugini siamo cresciuti insieme anche al lago, preparando pranzi con l’erba ciuca e i soffioni, costruendo case con la sabbia bagnata nell’acqua, giocando ad elastico unendo le sedie.

Siamo cresciuti imparando che ogni carta da briscola ha un significato, che non si abbandona mai una partita a metà, che le regole vanno sempre rispettate.

Non si aveva molto, ma si aveva l’essenziale.

Si stava bene semplicemente stando insieme, condividendo il cibo, i compiti domestici e le proprie vite.

Ed oggi a distanza di 30 anni quando mi capita di avvertire un sottile disagio determinato dal dover sempre rincorrere tutto, mi fermo e chiudo gli occhi.

Mi rivedo fuori in giardino, sull’altalena legata al ramo e sento la mano leggera di chi mi sta spingendo.

Vedo di nuovo il lago davanti a me e ritrovo il mio essenziale.

Marta Proserpio

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