Tag

,

…….racconteremo anche storie di donne che non vengono ricordate quanto meriterebbero. Donne che con le loro azioni e sentimenti, con i loro scritti ed il loro operato hanno abbracciato l’ideale della lotta contro le ingiustizie, spesso combattendo battaglie personali contro ipocrisia e convenzioni dei loro tempi.


Rita Atria (Partanna, 4 settembre 1974 – Roma, 27 luglio 1992) è stata una testimone di giustizia italiana.

Figlia di un mafioso vede morire prima il padre poi il fratello a cui era molto legata e dal quale aveva acquisito le “regole” e molti segreti di mafia.

Volle vendicare queste morti nell’unico modo che ritenne etico e possibile: collaborare con la magistratura. Lo fa nel 1991 e ad accogliere la sua testimonianza sarà Paolo Borsellino a cui si lega come ad un padre.
Dopo la strage di Via D’Amelio Rita Atria, avendo ormai perduto tutti i punti di riferimento e la speranza di un cambiamento, si suicida all’eta’ di 17 anni, lanciandosi dal settimo piano di un appartamento romano, dove ha vissuto in segreto rinnegata dalla madre e dal fidanzato.
La madre non parteciperà al funerale e arriverà a spaccare a martellate la lapide e la foto della figlia.

Questa è una frase che usava ripetere spesso Rita:
“Forse un mondo onesto non esisterà mai, ma chi ci impedisce di sognarlo? Forse se ognuno di noi prova a cambiare, forse ce la faremo”

Rita tiene un diario, queste le sue parole :

  • E’ incomprensibile come un sorriso ti possa affascinare, come due occhi ti possano far innamorare, come un silenzio ti possa far stare male, come una carezza ti possa far rabbrividire, come una voce invada il tuo cuore, come il desiderio di un uomo i sensi ti possa risvegliare… L’incomprensibile, l’inspiegabile, forse troppe domande per chi è ancora solo una piccola ragazzina.
  • Attendere chi. O cosa?
    Forse una speranza
    l’illusione di cambiare ciò che ti circonda
    talmente complicato perché sai che mai
    ciò che è stato rubato ti potrà essere restituito
    puoi gridare, piangere, soffrire,
    ma nessuno ascolterà, nessuno ti capirà
    anzi ti giudicherà.
  • Una sottile e cupa oscurità ti invade
    però stavolta non è la paura che ti impedisce di vedere, è proprio la sera,
    è proprio la poca luce della luna che ti fa spegnere.
    Piano, piano, dolcemente quasi fino a farti morire dentro

Ora che è morto Borsellino, nessuno può capire che vuoto ha lasciato nella mia vita.

Tutti hanno paura ma io l’unica cosa di cui ho paura è che lo Stato mafioso vincerà e quei poveri scemi che combattono contro i mulini a vento saranno uccisi. Prima di combattere la mafia devi farti un auto-esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combattere la mafia che c’è nel giro dei tuoi amici, la mafia siamo noi ed il nostro modo sbagliato di comportarci.

Borsellino, sei morto per ciò in cui credevi

ma io senza di te sono morta.

Annunci