Tag

di Sara Balzerano

Mio fratello che guardi il mondo, io il mondo, il mio mondo, provo a spiegartelo. Proverò a dirti che non siamo tutti uguali. Che non tutti abbiamo la camicia verde o nera. Che a molti di noi piace l’arcobaleno e che altri, invece, la camicia, non ce l’hanno proprio. Come te. Mio fratello che guardi il mondo, proverò a dirti che chi vuole mandarti “foera di ball” non rappresenta nessuno. Non parla in nome della gente bella, della gente vera. Lui urla, sempre. E noi, fratello mio, stiamo provando a urlare più forte. Mio fratello che guardi il mondo, cercherò di farti capire che non devi temere quelli che ti vogliono sparare. Prima o poi le pallottole finiscono. E noi siamo molto più numerosi di tutti i caricatori del mondo. Mio fratello che guardi il mondo, tenterò di tranquillizzarti su chi vuole tagliarti i capelli, perché, dicono, portate i pidocchi. Sai, loro non ricordano. Semplicemente. Non ricordano che quando erano piccoli, nella più minuscola scuola di paese, dove tutti conoscevano tutti, i pidocchi già c’erano. E, a differenza loro, non hanno mai fatto discriminazioni. Mio fratello che guardi il mondo, voglio farti sapere che se anche vi cacciano dalle scuole, non vi danno la casa, anche se lasciano capitare che dei bambini muoiano bruciati, nonostante tutto, fratello mio, c’è chi quei bambini se li va a prendere. Li lava, li accudisce. Salva i loro libri e li riporta a studiare. Perché, ce la stanno ammazzando, è vero, ma per noi la scuola è ancora importante. Mio fratello che guardi il mondo, devi capire che per alcuni di noi, le catene non vanno né ai polsi né alle caviglie. Quelle belle sono le catene umane, create in una notte fredda, di mare agitato e di vento forte. Un abbraccio continuo che, da una nave in balia, vi ha portati sulla terra. Ed è questa terra che ti sto raccontando… Mio fratello che guardi il mondo, proverò a spiegarti che chi vi lascia morire nel deserto non lo fa in nostro nome. E non disprezzarci se leggi chi esulta quando, nel vostro viaggio, non avete trovato nessuna catena alla quale aggrapparvi. Quelle sono voci piccole, vuote. Parole che il soffio di umanità porta via. Le nostre, di parole, sono solo due. Noi RESTIAMO UMANI. Io, fratello mio, cercherò di spiegarti tutto questo. Ma tu devi aiutarmi. Devi farmi ricordare di quando noi eravamo al tuo posto. Devi spiegarmi che significa vedere la propria terra martoriata e violentata da chi, poi, non ti vuole nemmeno accogliere nella sua casa. Devi insegnarmi a nuotare e a trovare il coraggio per affrontare il freddo e le onde, pur sapendo che sotto il mare non ci sono strade da seguire. Mi devi aiutare a ritrovare la memoria: spiegami come si fa ad alzare la testa, come si scende in piazza e come si combatte. E poi, fratello mio, devi perdonarci. Mio fratello che guardi il mondo, credimi, anche qui c’è qualcuno che ti guarda. P.S. Chiedo umilmente perdono al maestro Ivano Fossati.

Annunci