Archivio dell'autore: DonneViola

#Gasparridimettiti (subito).

Non possiamo pensare che una persona che insulta una ragazzina, offendendola per il suo peso, possa mantenere la carica di vice presidente del Senato.

Chiediamo a Gasparri che presenti le sue dimissioni e sollecitiamo, nel caso queste non arrivassero, un intervento immediato del presidente del consiglio.

Gasparri


Chi ha paura dei “gatti”?

DonneViola:

#nonlasciamosolaLiliana

Originally posted on SUD DE-GENERE:

Alla signora Liliana Carbone, maestra elementare a Locri, il 17 settembre 2004 hanno ucciso il figlio. Massimiliano aveva  trent’anni, era incensurato, era titolare di una piccola cooperativa di servizi, aveva una vita “normale” ed è stato colpito a morte da un cecchino che si era appostato dietro il muretto del giardino, in attesa del suo rientro a casa da una partita di calcio.

Massimiliano è stato ucciso nel 2004 e, ad oggi, accanto al suo nome possiamo solo scrivere “nessun colpevole trovato“. Ma la signora Liliana, maestra elementare a Locri, non è rimasta in silenzio e non ha mai smesso di chiedere che l’uccisione del figlio non rimanga impunita, una verità  giudiziaria non c’è. E non ha mai smesso di portare avanti la sua ipotesi, la sua testimonianza e le sue domande ovunque abbia potuto, in occasioni pubbliche ed istituzionali. Questa è la sua battaglia civile, rumorosa e…

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La Terza Guerra Mondiale a #Kobane : di quello che ne ho capito

DonneViola:

Kobane è infatti parte dell’esperimento sociale kurdo del #ROJAVA, un territorio dichiarato autonomo poco dopo lo scoppiare della guerra in Siria, in cui i precetti elaborati da Abdullah Ocalan (il leader del movimento curdo Pkk in prigione a Imrali, Turchia) sono stati messi in pratica. Grazie all’influenza del pensatore americano Murray Bookchin, padre dell’ecologia sociale, Ocalan è per un modello di società che parta dall’eleminazione del patriarcato, poiché “Senza la donna libera non ci può essere un Kurdistan libero” (Abdullah Ocalan, lettera dal carcere), un miracoloso pensiero sociale che finora hanno sposato diversi movimenti curdi in Siria e in Turchia. Ovviamente questo ‘miracolo’ non puo’ essere più distante dal modello di società voluta dall’IS ed è forse anche per questo che la battaglia di Kobane è ancora più agguerrita. Essere battuti dalle donne è un’offesa grave all’onore jihadista.

Originally posted on donnemigranti:

A 50 metri dalla frontiera turca, i kurdi dell’YPG-PKK (sigle dei due principali movimenti di guerriglia curdi, siriano e turco) si battono contro l’ISIS o meglio l’IS, lo Stato Islamico, un amalgama di movimenti jihadisti attualmente in campo in Siria e in Iraq, esito scontato della non intervenzione occidentale nella sanguinaria guerra siriana e conseguenza della guerre di Iraq e Afghanistan.

I jihadisti hanno preso il sopravvento (fra mille divisione e forze di origini diverse) e combattono strenuamente per la conquista di molti territori siriani e iracheni, in questo momento soprattutto quelli siriani al confine con la Turchia (anche se è di questi giorni l’esplosione di un’autobomba che ha fatto 45 morti alle porte di Bagdad), come la città di kobane.
I kurdi resistono a Kobane da un mese, una battaglia che ieri Radio france dava per persa. Alla testa di questa ostinata resistenza c’è una donna, Nalin Afrin.

Nalin…

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