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Un vaccino contro l’ignoranza (altro che Ebola)

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L’ignoranza e la cattiva informazione generano mostri.

Mostri peggiori di una malattia come l’Ebola perché sono mostri che si manifestano nella non accettazione dell’altro, in questo caso di una bimba di tre anni.

Quello che è accaduto a Chanel ci provoca scoramento.

Delle mamme si sono rifiutate di far entrare questa bimba all’asilo perché rea di essere andata con la sua famiglia in Africa.

La paura non giustificata era quella che Chanel attaccasse l’ebola ai  loro figli; virus che Chanel non ha mai contratto.

Tra l’altro il padre si era premurato al ritorno di far fare alle figlie le analisi del caso e non era risultato nessun valore fuori norma.

Maggiori info qui:

http://roma.repubblica.it/cronaca/2014/10/22/news/sei_stata_in_africa_ci_attacchi_l_ebola_bimba_lasciata_fuori_dall_asilo-98729275/

A queste mamme consigliamo vivamente un vaccino contro l’ignoranza.

 

 


#Gasparridimettiti (subito).

Non possiamo pensare che una persona che insulta una ragazzina, offendendola per il suo peso, possa mantenere la carica di vice presidente del Senato.

Chiediamo a Gasparri che presenti le sue dimissioni e sollecitiamo, nel caso queste non arrivassero, un intervento immediato del presidente del consiglio.

Gasparri


Chi ha paura dei “gatti”?

DonneViola:

#nonlasciamosolaLiliana

Originally posted on SUD DE-GENERE:

Alla signora Liliana Carbone, maestra elementare a Locri, il 17 settembre 2004 hanno ucciso il figlio. Massimiliano aveva  trent’anni, era incensurato, era titolare di una piccola cooperativa di servizi, aveva una vita “normale” ed è stato colpito a morte da un cecchino che si era appostato dietro il muretto del giardino, in attesa del suo rientro a casa da una partita di calcio.

Massimiliano è stato ucciso nel 2004 e, ad oggi, accanto al suo nome possiamo solo scrivere “nessun colpevole trovato“. Ma la signora Liliana, maestra elementare a Locri, non è rimasta in silenzio e non ha mai smesso di chiedere che l’uccisione del figlio non rimanga impunita, una verità  giudiziaria non c’è. E non ha mai smesso di portare avanti la sua ipotesi, la sua testimonianza e le sue domande ovunque abbia potuto, in occasioni pubbliche ed istituzionali. Questa è la sua battaglia civile, rumorosa e…

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