cui prodest?

E’ già successo ma  questa volta e’ forse peggio.
Si assiste indignati all’agonia di una repubblica travolta da scandali inauditi e di ogni genere mentre i principali interpreti del disatro resistono ostinatamente per conservare poltrone e poteri.

Quasi non fanno notizia le richieste di risarcimento ai pensionati, i disastri della scuola o la disoccupazione allarmante che spinge chi rischia di perdere il lavoro ad occupare tetti, piattaforme, miniere o  piazze, rischiando di raccogliere manganellate da parte di chi protegge una classe politica corrotta come poche nella storia.

Nelle istituzioni infatti compare di tutto, manca solo il cavallo.

Eppure ci stupisce chi si stupisce.
Perche’ i cittadini sapevano di quante risorse economiche disponesse la politica.
Con fiumi di denaro provenienti da finanziamenti legittimi e dalla corruzione, peraltro sempre finanziata da noi,  abbiamo creato mostri.

Esattamente mostri perchè non c’e’ una altro termine che giustifichi l’operato di chi ha tradito un mandato elettorale e quindi una delega alla gestione del pubblico.
Responsabile e’ chi ha commesso il crimine e parimenti chi ha vigilato o chi sapeva e non ha parlato.
Com’è che è potuto accadere tutto ciò?

Per decenni abbiamo accettato di venire assopiti dalle televisioni, permesso i falsi mediatici e di stampa, abbiamo rinunciato alle analisi degli intellettuali, che non abbiamo più ascoltato: una farfalla, uno scandalo, una qualunque boutade facevano certamente più audience.
Non abbiamo mai chiesto la parola quando potevamo farlo, ingenuamente credendo che il benessere potesse durare in eterno.
Ci siamo fidati della politica, che miope se non addirittura cieca ha permeso agli squali della finanza di portare avanti un disegno autarchico ben preciso mediante la formulazione di leggi capestro, finanziariamente parlando,  responsabili della crisi economica che stiamo vivendo.

Crisi della quale ancora non si sono avvertite  del tutto le conseguenze ma che, a giudicare dai dati statistici, ha tutti i presupposti per durare a lungo.
Nonostante le parole di chi si dichiara ottimista.
Ad ora ancora nessun monito e la politica tace, rispetta le agende, distratta, carica com’è di problemi e conflitti legati agli scandali dei partiti.

Ma una domanda è lecito porsela, a questo punto e la formuliamo nella lingua che ricorda i fasti latini.

Cui prodest?

E perché proprio adesso?

Noi sapevamo anche prima o per lo meno lo immaginavamo, che troppo denaro genera mostri, perché si e’ aspettato l’intervento della magistratura senza intervenire prima con regole politiche ben precise?

La realtà vera è sotto gli occhi di tutti, c’e’ chi detta le regole impeccabile sia nei modi che negli abiti e chi le vota , la politica, depositaria dellle regole democratiche ma carica di esempi di corruzione e malaffare.

Qualcuno ci vuole forse dire che la politica non solo non serve più ma che addiritura è nociva alle finanze dello stato?

Sarebbe davvero paradossale permettere che scaltri e fumanti draghi di ogni sottospecie possano alla fine sostituire nelle istituzioni cavalli, porci o altri esemplari della fattoria.
Noi tifiamo ancora per la politica onesta.
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