I fenicotteri non votano. Lettera al ministro Passera

pubblichiamo in questo blog la lettera che  Maria Rita D’Orsogna, ricercatrice italiana emigrata in California, ha scritto al ministro Passera, ministro di sviluppo di cancri, a proposito delle ideone sul programma sviluppo.

E’ una lettera che noi sottoscriveremmo perchè la difesa dell’ambiente è la nostra missione quotidiana.

Non è un caso che a scriverla sia stata una donna che identifica la tutela del territorio come conservazione e protezione della specie.

Perchè di inquinamento ci stanno ammazzando, appropriandosi delle risorse del pianeta, bene comune, a scopi di lucro immenso privato.

Non importa se questo sfruttamento getta popoli nella fame e nella disperazione più nere, l’importante e’ il profitto ed il tornaconto economico e bellico.

Siamo circondati da inquinanti che spargono in cielo, in terra, in mare, in ogni luogo, veleni di morte e di distruzione.

Ne deve morire di gente prima che l’ultimo baluardo di tutela possa fare luce sui disastri e sulle stragi ambientali!

E’ sotto gli occhi di tutti la storia dei depistaggi, dei conflitti di interesse, della corruzione dei politici e dei giornalisti, della confezione di leggi apposite per le lobby, dei ricatti.

Se vuoi lavorare devi avvelenarti, ci dicono praticamente:

come se non fosse possibile un’altra forma di economia,

come se il profitto di alcuni fosse un interesse di tutti.

Non e’ un caso che in Italia esista un rapporto complesso tra tutela dell’ambiente e normativa.

Lo racconta il pm Fiordalisi in un interessante convegno sui fatti tragici di Quirra, dove lo Stato si presenta nella dupplice veste di difensore della comunità ed imputato per strage ambientale.

Eppure, come racconta il pm, la tutela dell’ambiente vuol dire lotta contro le mafie di ogni genere e tipo.

Conservare e proteggere l’ambiente dovrebbe essere uno scopo ben preciso dello Stato, che ancora invece, anzichè legiferare per difendere il futuro, si ritrova ancora  una volta a nascondere il passato con altre nuove leggi e bavagli.

In altri termini, con questa politica non ci sarà futuro.

Ecco la lettera:

Caro signor Passera,

stavo per andare a dormire quando ho letto dei suoi folli deliri per l’Italia petrolizzata.

Ci sarebbe veramente da ridere al suo modo malato di pensare, ai suoi progetti stile anni ’60 per aggiustare l’Italia, alla sua visione piccola piccola per il futuro.
Invece qui sono pianti amari, perche’ non si tratta di un gioco o di un esperimento o di una scommessa.
Qui si tratta della vita delle persone, e del futuro di una nazione, o dovrei dire del suo regresso.
Lei non e’ stato eletto da nessuno e non puo’ pensare di “risanare” l’Italia trivellando il bel paese in lungo ed in largo.
Lei parla di questo paese come se qui non ci vivesse nessuno: metanodotti dall’Algeria, corridoio Sud dell’Adriatico, 4 rigassificatori, raddoppio delle estrazioni di idrocarburi.
E la gente dove deve andare a vivere di grazia?
Ci dica.
Dove e cosa vuole bucare?
Ci dica.
I campi di riso di Carpignano Sesia? I sassi di Matera? I vigneti del Montepulciano d’Abruzzo? Le riserve marine di Pantelleria? I frutteti di Arborea? La laguna di Venezia? Il parco del delta del Po? Gli ospedali? I parchi? La Majella? Le zone terremotate dell’Emilia? Il lago di Bomba? La riviera del Salento? Otranto? Le Tremiti?
Ci dica.
Oppure dobbiamo aspettare un terremoto come in Emilia, o l’esplosione di tumori come all’Ilva per non farle fare certe cose, tentando la sorte e dopo che decine e decine di persone sono morte?
Vorrei tanto sapere dove vive lei.
Vorrei tanto che fosse lei ad avere mercurio in corpo, vorrei tanto che fosse lei a respirare idrogeno solforato dalla mattina alla sera, vorrei tanto che fosse lei ad avere perso la casa nel terremoto, vorrei tanto che fosse sua moglie ad avere partorito bambini deformi, vorrei tanto che fosse lei a dover emigrare perche’ la sua regione – quella che ci dara’ questo 20% della produzione nazionale – e’ la piu’ povera d’Italia.Ma io lo so che dove vive lei tutto questo non c’e’.Dove vive lei ci sono giardini fioriti, piscine, ville eleganti soldi e chissa’, amici banchieri, petrolieri e lobbisti di ogni genere.Lo so che e’ facile far cassa sull’ambiente.I delfini e i fenicotteri non votano.Il cancro verra’ domani, non oggi.I petrolieri sbavano per bucare, hanno soldi e l’Italia e’ corrotta.

E’ facile, lo so.

Ma qui non parliamo di soldi, tasse e dei tartassamenti iniqui di questo governo, parliamo della vita della gente.

Non e’ etico, non e’ morale pensare di sistemare le cose avvelenando acqua, aria e pace mentale della gente, dopo averli lasciati in mutande perche’ non si aveva il coraggio di attaccare il vero marciume dell’Italia.

E no, non e’ possibile trivellare in rispetto dell’ambiente.

Non e’ successo mai. Da nessuna parte del mondo.

Mai.

Ma non vede cosa succede a Taranto?

Che dopo 50 anni di industrializzazione selvaggia – all’italiana, senza protezione ambientale, senza controlli, senza multe, senza amore, senza l’idea di lasciare qualcosa di buono alla comunita’ – la gente muore, i tumori sono alle stelle, la gente tira fuori piombo nelle urine?

E adesso noialtri dobbiamo pure pagare il ripristino ambientale?

E lei pensa che questo e’ il futuro?

Dalla mia adorata California vorrei ridere, invece mi si aggrovigliano le budella.

Qui il limite trivelle e’ di 160 km da riva, come ripetuto ad infinitum caro “giornalista” Luca Iezzi.

Ed e’ dal 1969 che non ce le mettiamo piu’ le trivelle in mare perche’ non e’ questo il futuro.

Qui il futuro si chiama high tech, biotech, nanotech, si chiamano Google, Facebook, Intel, Tesla, e una miriade di startup che tappezzano tutta la California.

Il futuro si chiama uno stato di 37 milioni di persone che produce il 20% della sua energia da fonti rinnovabili adesso, ogni giorno, e che gli incentivi non li taglia a beneficio delle lobby dei petrolieri.

Il futuro si chiamano programmi universitari per formare chi lavorera’ nell’industria verde, si chiamano 220,000 posti di lavoro verde, si chiama programmi per rendere facile l’uso degli incentivi.

Ma non hanno figli questi?

E Clini, che razza di ministro dell’ambiente e’?

E gli italiani cosa faranno?

Non lo so.

So solo che occorre protestare, senza fine, ed esigere, esigere, ma esigere veramente e non su facebook che chiunque seguira’ questo scandaloso personaggio e tutta la cricca che pensa che l’Italia sia una landa desolata si renda conto che queste sono le nostre vite e che le nostre vite sono sacre.

Infine riproponiamo l‘intervento del pm Fiordalisi  ad un convegno a Sassari su salute, territorio e veleni.

Lo riproporremo all’infinito perche’ il messaggio arrivi a chi di dovere, a chi puo’ con nuove leggi impedire che orde selvagge di nuovi unni portino ancora una volta distruzione e regresso.

Ringraziamo  Katia Lumachi per la segnalazione.

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