per non lasciarli soli

Questo blog sostiene i magistrati di Palermo e Caltanisetta

Lo diciamo qui perché nella storia occorre avere il coraggio di schierarsi, di dichiarare da che parte si sta.

Noi stiamo coi magistrati.

Stiamo coi magistrati perché vogliamo conoscere la verità che da 20 anni viene nascosta dalla nebulosa, omertosa ed intricata trama di un passato stragista coperto ostinatamente da depistaggi e segreti di stato.

Stiamo coi magistrati perché confidiamo in un processo che permetta allo stato di acquisire una verità storica piuttosto che sopravvivere in una identità sospesa, probabilmente ricattabile e forse ricattato.

Siamo coi magistrati perche’ non vorremmo che atti attinenti a quel momento storico vengano distrutti, che i magistrati vengano accompagnati all’estero o che ad essi sia vietata  la libertà di espressione.

Purtroppo ad un passo dal processo si vorrebbe il silenzio.

Sembra quasi di tornare indietro di 20 anni quando la delegittimazione era il primo momento di contrasto al lavoro dei magistrati che venivano isolati, vilipesi, allontanati, “lasciati soli”.

Lo stato che noi vorremmo dovrebbe essere fiero di chi tra mille difficoltà riesce a far filtrare fatti documentati, il primo a ricercare verità e giustizia.
Verità e Giustizia, esortate nelle commemorazioni ufficiali ma ostacolate nella realtà dei fatti coperti in realtà dalla spessa coltre di segreti.

A questo proposito risultano quanto mai veritiere la parole di Scarpinato nella sua lettera a Paolo Borsellino:

«Stringe il cuore a vedere talora tra le prime file, nei posti riservati alle autorità, anche personaggi la cui condotta di vita sembra essere la negazione stessa di quei valori di giustizia e di legalità per i quali tu ti sei fatto uccidere; personaggi dal passato e dal presente equivoco le cui vite – per usare le tue parole – emanano quel puzzo del compromesso morale che tu tanto aborrivi e che si contrappone al fresco profumo della libertà».

Per queste parole un membro del CSM ha chiesto l’apertura di un procedimento disciplinare nei confronti del giudice Scarpinato che ha osato parlare di compromesso politico.
Eppure la trattativa non e’ solo “supposta”, e’ emersa nella sentenza del processo al boss Tagliavia a Firenze: “L’iniziativa fu assunta dai rappresentanti dello Stato e non dagli uomini di mafia”.
Anche la sentenza Borsellino bis riconosce nella trattativa uno dei fattori esterni che portarono Cosa Nostra a compiere l’attentato .

A questo punto della storia è indispensabile sapere ed anche conoscere i nomi di queste menti raffinatissime che hanno manovrato i fili della repubblica in quegli anni.
Lo dobbiamo a chi per la ricerca della verità di quegli anni bui ha speso e sacrificato la vita e per chi e’ stato vittima innocente e casuale di tragici eventi.

Non vogliamo che la storia si ripeta e che i magistrati non possano fare serenamente il loro lavoro.

Per questo siamo con loro, per non lasciarli soli.

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