Lei Web è un magazine on line del Corriere della Sera; un magazine che in teoria dovrebbe avere come utenti le donne.
Diciamo in teoria perché navigandoci incorriamo in una gallery che mostra e commenta i lati B di personaggi più o meno famosi.
Sinceramente a noi di sapere se un’attrice, una cantante o un “personaggio” dei nostri tempi ha il sedere più o meno perfetto importa assai poco.
E i commenti alle foto li troviamo parecchio sconcertanti.
Se hai la cellulite sei out.
Se hai un chilo in più inclassificabile.
Se hai 33 anni è improponibile che tu abbia il fondoschiena sproporzionato.
Avere 28 anni e soffrire di ritenzione idrica inconcepibile.
Una modella di 57 anni giudicata non più affascinante perché “basta vedere il sedere piatto e rugoso”.
Un filo di cellulite su un corpo perfetto pregiudica tutto il contesto.
Se hai 26 anni e hai messo su una decina di chili il tuo lato b è sul viale del tramonto e urge attività fisica.
Le varie vip che sfoderano invece un lato B perfetto sono trattate al pari di un Nobel.
A loro tutti gli onori.
Dopotutto nel 2012 siamo schiavi della Dea Immagine.
Non importa se la donna fotografata in spiaggia sfoggi la sua cellulite o i suoi chili di troppo senza alcun problema.
Il modello imperante è fisico perfetto, glutei scolpiti, cellulite nemmeno ad evocarla.
Se non ti avvicini a questo modello urge analisi del problema e una reazione repentina per evitare di finire nelle liste out.
Che tristezza.
E quanta banalità.
Ma chi sono i veri destinatario di questa gallery?
Ma a voi importa se un’attrice ha un chilo in più o imperfezioni varie?
Il fascino di una donna è rappresentato da un lato B perfetto, da un corpo scolpito, dall’avere tutto al punto giusto?
O trova espressione nel saper amare anche le proprie imperfezioni e nel farle diventare un punto di forza?
Le rughe non coprirle che ci ho messo una vita a farmele venire (Anna Magnani)
La bellezza è imperfezione (Marilyn Monroe)
Le donne rifatte hanno qualche cosa di identico. E io posso accettare tutto da me, tranne che essere uguale a un’altra (Claudia Cardinale)
Ci piace riconoscerci in questi tre pensieri.
E sentirci orgogliose del nostro essere imperfette.
Perché ciascuna vita imprime i suoi segni, nel fisico come nell’anima, graditi o meno, ma sono unici ed irripetibili perché sono le persone.
Rigettiamo e rispediamo al mittente il think tank giornalistico, pubblicitario ed industriale della bellezza canonica centimetrica.
Perché la vita non è una fotografia







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13 agosto 2012 at 09:05
Ci vogliono tempo e impegno per “scolpire” un lato B… Nessuno ha mai pensato a quanto tempo si spreca per apparire in un certo modo? Gli addominali, la seduta di pilates, il trucco, i capelli, il guardaroba, i cosmetici… ore ed ore dedicate solo alla propria immagine. E quanto tempo invece è dedicato a migliorare quello che dietro? C’è ancora qualcosa al di là del lato B o non ha più nessuna importanza? Qualche secolo fa si discuteva dell’anima bella…
1 agosto 2012 at 10:24
[...] Twitter e mi imbatto in un post del blog Donne Viola sulla bellezza e l’imperfezione e sulla necessità di eliminare lo stereotipo che il corpo [...]
30 luglio 2012 at 19:58
e soprattutto non è una fotografia ritoccata