10×100 Genova non è finita

Genova non è finita.

Non si conclude oggi con la sentenza della cassazione che conferma le condanne.

Continua con la campagna 10×100 :

il prossimo 13 luglio dieci persone rischiano di diventare i capri espiatori e vedersi confermare, in Cassazione, una condanna a cento anni di carcere complessivi, in nome di un reato, “devastazione e saccheggio”, che rappresenta uno dei tanti detriti giuridici,  figli del codice penale fascista, il cosiddetto Codice Rocco.

L’appello lo trovate qui.

Noi abbiamo firmato e sosterremo con i nostri piccoli mezzi 10×100.

E in queste parole trovate il motivo.

Genova non è finita.

E continueremo a chiedere che venga introdotto nel codice penale il reato di tortura.

Lo risollecita ancora una volta Amnesty, nel commento della  sentenza della Cassazione.

Riportiamo testualmente:

Amnesty International continuerà a chiedere alle istituzioni italiane di:
 
· condannare pubblicamente le violazioni dei diritti umani commesse dalle forze di polizia 11 anni fa e fornire scuse alle vittime;
 
· impegnarsi ad assicurare che violazioni quali quelle accadute a Genova nel 2001 non si verifichino di nuovo attraverso l’attuazione di misure concrete per garantire l’accertamento delle responsabilità per tutte le violazioni dei diritti umani commesse dalle forze di polizia;
 
· introdurre nel codice penale il reato di tortura e adottare una definizione di tortura che includa tutte le caratteristiche descritte nell’articolo 1 della Convenzione Onu contro la tortura;
 
· creare un’Istituzione nazionale sui diritti umani in linea coi “Principi riguardanti lo statuto delle istituzioni nazionali” (Principi di Parigi);
 
· ratificare il Protocollo opzionale alla Convenzione Onu contro la tortura e istituire un meccanismo indipendente nazionale per prevenire torture e maltrattamenti;
 
· condurre una revisione approfondita delle disposizioni in vigore nelle operazioni di ordine pubblico, incluse quelle in materia di addestramento e dispiegamento delle forze di polizia impiegate nelle manifestazioni, di uso della forza e delle armi da fuoco e che tenga conto della necessità di introdurre elementi di identificazione individuale degli appartenenti alle forze di polizia nelle operazioni di ordine pubblico.

L’appello per chiedere che venga introdotto il reato di tortura lo potete trovare qui.

Il sangue non si lava con la sentenza di oggi.

Oggi è stata confermata la verità. Ma non è abbastanza.

Se vogliamo che vi sia veramente #giustiziaG8 #giustiziaperAldro giustizia per tutti coloro che si sono imbattuti nella violenza di una parte deviata dello stato dobbiamo continuare a fare dei passi concreti.

Dobbiamo far sentire che ci siamo, che non siamo più disposti a tollerare che chi è preposto a proteggere abusi del suo potere.

Questa è vera giustizia, non accettare mai che accadano episodi come quelli della Diaz, come quelli che hanno portato alla morte di Federico Aldrovandi, di Stefano Cucchi, di Giuseppe Uva; episodi come quelli capitati di recente al cittadino di Milano a cui è stata spaccata la faccia.

Si deve lottare tutti insieme affinchè lo Stato ponga fine a queste violenze, affinchè chi sbaglia paghi come in tutti i paesi civili, affinchè chi si macchia di questi crimini venga destituito immediatamente dagli incarichi pubblici.

Affinchè si possa parlare veramente di giustizia, affinchè si possa trovare di nuovo un senso nella parola umanità.

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