La bella addormentata

La sensazione che ci accompagna spesso in questo periodo è che ci sia qualcuno che vuole addormentare le nostre coscienze.

Questa anestesia può essere somministrata in molti modi; uno, molto sottile, è quello di impedire che venga realizzato un film che tratta un argomento scomodo.

E’ il caso del film “La bella addormentata di Marco Bellocchio“, film che vorrebbe partire dall’esperienza di Eluana Englaro per approdare a una riflessione sulla vita e la morte.

Un film che prende spunto dalla vicenda Englaro ma che secondo lo stesso autore è tutto tranne che una biografia.

L’ Assessorato regionale alla Cultura del Friuli ha deciso di bloccare i fondi a questo film in contrasto con la decisione presa in precedenza dalla Film Commission regionale.

I rappresentanti leghisti della regione hanno giustificato il blocco dei finanziamenti con l’intenzione di spostare gli importi su altre voci che non hanno nulla a che fare con la cultura.

E a questo punto ci piacerebbe sapere perché la scure dei tagli si è abbattuta proprio su questo film.

Beppino Englaro in occasione di una conferenza a cui abbiamo avuto la fortuna di assistere, ha affermato che durante la battaglia per sua figlia ha provocato involontariamente molto fastidio alle istituzioni  che si sono viste sottoposte certi questioni che riguardavano la dignità della vita.

E la vicenda di Eluana a quanto pare risulta scomoda pure oggi.

Noi temiamo che la scelta del consiglio regionale non sia stata presa per un semplice motivo economico ma che rappresenti la via più semplice per evitare ulteriori recriminazioni da parte di chi sicuramente questo film non vorrebbe mai vederlo in circolazione.

E la presa di posizione di Maurizio Gasparri non ci lascia dubbi : «È bene che la Regione Friuli Venezia Giulia abbia cancellato il finanziamento al film su Eluana Englaro di Bellocchio, destinato a propagandare le tesi anti-vita. Sarebbe stato assurdo in una fase di tagli generalizzati – aggiunge – buttare soldi dei cittadini a sostegno dell’eutanasia. Preoccupa il cedimento di troppi di fronte a cause sbagliate. Conforta la decisione friulana che almeno evita lo sperpero di soldi dei cittadini a beneficio di attività gravi e dannose».

Ma visto che ognuno di noi è dotato di una coscienza critica grazie alla quale  si può scegliere in autonomia se vedere o meno un film ci opponiamo con forza a questa decisione e utilizzeremo i nostri piccoli mezzi per fare da megafono a Marco Bellocchio e alla sua La bella addormentata.

Tutto questo perché crediamo che raccontare storie non sia un atto censurabile da parte di nessuno.

La libertà di scelta per noi è un valore assoluto.

Nessuno ci può sottrarre questa libertà nemmeno cambiando volto alla censura.

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