101 anni e non li dimostra

Era esattamente l’8 marzo 1911 quando in Italia venne introdotta la “giornata della donna”  per ricordare le prime conquiste sociali e politiche delle donne.

Dopo 101 anni sarebbe stato auspicabile che questa data fosse semplicemente una ricorrenza “al ricordo“, ma purtroppo siamo ancora qui a parlare di diritti mancati,  di violenze subite, che frequentemente passano impunite e di statistiche paurose  perfino nei cosiddetti paesi evoluti.
La parità di genere è un obbiettivo lontano da raggiungere senza l’intervento di misure a sostegno della emancipazione femminile, soprattutto nei periodi critici delle economie mondiali, come quello attuale dove il degrado sociale,  che consegue alla recessione rischia concretamente di aggravare il problema.
Infatti sono ancora troppi i problemi che le donne si trovano costrette ad affrontare ogni giorno e troppo scarsa e’ l’attenzione delle strutture e della legislazione sia per quanto riguarda la promozione della parità di genere nel mondo lavorativo e politico,  che la tutela degli eventi di violenza sia negli ambienti disagiati e domestici che in territori di guerra: gli stati fanno sempre più fatica a concedere stanziamenti adeguati.
Per questo  oggi non festeggiamo ma chiediamo che l’attenzione dei media di tutto il mondo venga indirizzata, senza ipocrisie e luoghi comuni, alla denuncia di una realtà che non vede le donne pari-protagoniste nella vita pubblica e privata in quasi tutto il pianeta.
Le donne credono con convinzione che il futuro sia legato alla loro aspirazione di pace ed uguaglianza di genere ed ogni anno in numero sempre maggiore riescono a fare rete, comunicando tra  loro e con gli uomini che vengono coinvolti non come parte del problema ma come soluzione dello stesso. Numerose sono le iniziative che il mondo civile promuove e tra queste finalmente compare la parola solidarietà maschile

One man can(http://www.genderjustice.org.za/onemancan/) e’ lo slogan di una campagna,  promossa da uomini per gli uomini, che ha come obbiettivo il raggiungimento di una armonica parità di genere. La campagna parte dalla vita di tutti i giorni e mira  ad interrompere  quel cortocircuito che  dalla volgarità e dalla violenza anche verbale porta  alla tolleranza della violenza stessa.

I nostri “colleghi” nel mondo sottolineano quanto sia importante smascherare quel sistema di potere che assai frequentemente fa presa  su parole ed  immagini,  consentendo agli uomini, ma non solo, di minimizzare e quasi “normalizzare” la  propria ed altrui violenza.

I promotori della iniziativa si esprimono sulla necessita’ di porre fine a questo fenomeno condannando  tutti quegli stereotipi negativi che vedono nella mascolinità la supremazia di genere.

In numerosi stati le donne in questa giornata fanno rete salendo sui ponti per parlare di pace, di speranza e di non violenza (http://joinmeonthebridge.org/ ), che accomuna le donne di tutti i continenti. Un ponte per le donne in ogni città, un ponte, metaforico fra le donne di diverse città e continenti..

Qui il link di uno dei video che promuove l’evento:

http://vimeo.com/33969883

Recentemente il quotidiano “Indipendent ” ha pubblicato un articolo dove venivano  elencati gli stati dove, ognuno per un particolare aspetto della vita sociale,  è piu’ facile o piu’ difficile essere donna. Eccoli:

1) Il posto migliore per essere una donna: Islanda
L’Islanda ha la maggiore parità di genere considerando la politica, l’istruzione, l’occupazione e gli indicatori di salute. Il peggiore è lo Yemen, ed il più pericoloso è l’Afghanistan.

2) Il posto migliore per essere un politico: Ruanda
Il Ruanda è l’unica nazione in cui le donne rappresentano la maggioranza dei parlamentari: occupano 45 degli 80 seggi. I paesi peggiori, come l’Arabia Saudita, Yemen, Qatar, Oman e Belize, non hanno donne in Parlamento.

3) Il posto migliore per essere madre: Norvegia
La Norvegia è posto più sicuro al mondo per essere una madre, con basso rischio di mortalità materna, una a 7600 – e un aiuto concreto per la cura dei figli. Il peggiore è l’Afghanistan, dove le donne affrontare i pericoli durante il parto che si sovrappongono a quelli di una guerra impietosa.

4) Il posto migliore per la scolarizzazione: Lesotho
La percentuale di alfabetizzazione tra le donne nel Lesotho è superiore a quello degli uomini, con il 95 per cento delle donne in grado di leggere e scrivere, contro l’ 83 per cento degli uomini. Il paese peggiore è l’Etiopia, dove solo il 18 per cento delle donne sa leggere e scrivere, rispetto al 42 per cento degli uomini.
5) Il posto migliore per essere capo di stato: Sri Lanka
Le donne hanno governato nello Sri Lanka per 23 anni. Decine di paesi, tra cui Spagna e Svezia, non hanno mai avuto una donna di governo.

6) Il posto migliore per essere artista: Svezia
Lo svedese Arts Council ha lanciato iniziative volte a migliorare la parità di genere nelle arti. La svedese Film Institute insiste sul fatto che le sovvenzioni cinematografiche siano distribuite equamente tra uomini e donne.

7) Il posto migliore per essere manager: Thailandia
Thailandia ha la migliore percentuale di donne manager (45 per cento). Il più basso è il Giappone, con solo l’(% di funzioni dirigenziali ricoperte da donne.
8) Il posto migliore per partorire: Grecia
La Grecia è posto più sicuro al mondo a partorire, col rischio di 1 su 31.800 di morire di parto. Il posto peggiore è il Sud Sudan, dove ci sono meno di 20 ostetriche.
9) Il posto migliore per la partecipazione economica: Bahamas
Le Bahamas detengono il primo posto a livello mondiale per quanto attiene alla partecipazione economica e opportunità per le donne. Le Bahamas hanno chiuso il suo gap di genere col 91% negli ultimi sei anni, mentre il paese col tasso più basso, lo Yemen, ha chiuso il suo divario economico di genere nello stesso periodo con solo il 32% .
10) Il posto migliore per essere  giornalista: Caraibi
I Caraibi sono la regione con la più alta percentuale di notizie TV, stampa e radio segnalati dalle donne (45 per cento). La peggiore regione è l’Africa, con il 30 per cento delle storie riportate da donne. L’Europa si attesta al 35 per cento.
11) Il miglior posto per il diritto di scelta: Svezia
Svezia, permette alle donne di avere aborti senza restrizioni nelle prime 18 settimane di gravidanza e non ci sono requisiti relativi al consenso. Salvador, Filippine e il Nicaragua sono tra i peggiori a causa di un divieto di tutti gli aborti.

12) Il miglior posto per la partecipazione alla forza lavoro: Burundi
Il Burundi nell’Africa sub-sahariana è al primo posto per la partecipazione alla forza lavoro ed è l’unico paese dove la percentuale della forza lavoro femminile (92 per cento) è superiore a quello degli uomini (88 per cento). Il peggior paese è il Pakistan, dove la forza lavoro degli uomini e’ 4 volte maggiore.
13) Il miglior posto per guadagnare: Lussemburgo e Norvegia
Lussemburgo e Norvegia condividono il primato per la stima del reddito guadagnato. Quando il reddito è limitato a US $ 40.000, le donne e gli uomini hanno la stessa probabilità di guadagnare lo stesso importo. Le lavoratrici hanno stipendi più bassi in Arabia Saudita, dove le donne guadagnano 7.157 dollari quando gli uomini ne guadagnano 36.727.

14) Il miglior posto per lo studio terziario: Qatar
In Qatar la percentuale di donne iscritte agli studi terziari è di 6/. Non è ancora chiaro se il loro investimento in istruzione ha portato alla integrazione delle donne nell’economia.
15) Il posto migliore per vivere a lungo: Giappone
Le donne in Giappone hanno una aspettativa di vita più lunga (87aa) di 7 anni rispetto agli uomini. L’aspettativa di vita femminile è più breve nel Lesotho (48), ma solo due anni in meno rispetto agli uomini.
16) Il posto migliore per il tempo libero: Danimarca
Le donne in Danimarca spendono quotidianamente solo 57 minuti in più rispetto agli uomini nel lavoro non retribuito, il più basso nell’OCSE. Le donne messicane hanno maggiori difficoltà, spendendo 4 ore e 21 minuti nel lavoro non retribuito in più rispetto agli uomini.

17) Il posto migliore per essere atleta: Stati Uniti
Cinque delle prime 10 atlete più pagate nel 2011 erano statunitensi. Il peggior paese, l’Arabia Saudita, non ha mai inviato un’ atleta di sesso femminile alle Olimpiadi ed alle ragazze e’ vietato lo sport nelle scuole statali.

18) Il posto migliore per lasciare il marito: Guam
L’isola di Guam Micronesia ha il più alto tasso di divorzi nel mondo, e il Guatemala ha il più basso.

19) Il posto migliore per guidare: India
New Delhi è il posto migliore per le donne che vogliono entrare nel mondo dominato dai maschi dei tassisti. Il peggior paese è l’Arabia Saudita, l’unico paese al mondo a vietare la guida alle donne.

20) Il miglior posto per un lavoro altamente qualificato: Giamaica
La Giamaica ha la più alta percentuale di donne in posti di lavoro altamente qualificati, come legislatori, alti funzionari e dirigenti. Quasi il 60 per cento di questi ruoli sono occupati da donne. Ultimo è lo Yemen dove le donne occupano solo il 2 per cento dei posti di lavoro altamente qualificati.

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